«Crisi e recessione: nel futuro prossimo saranno questi i fattori che peseranno sempre più sulle tasche dei veneti. E l'unico motivo per difenderci è che ci sia consentita, finalmente, una leva fiscale a costo zero per lo Stato. Il Veneto deve avere facoltà di non aprire bandi a livello regionale, utilizzando piuttosto i finanziamenti per abbattere la pressione tributaria alle imprese e per rafforzare la busta paga dei lavoratori». Con queste parole parte la dichiarazione del vicepresidente della Regione Veneto, Franco Manzato (nella foto), nel divulgare la nuova proposta di legge sul Paniere Veneto.
 «Per rendersi conto di quanto questo sia utile, basta fare un confronto tra gli stipendi di un operaio specializzato in diverse aree d'Italia. In Veneto guadagna 1400 euro, esattamente come al Sud dove il costo della vita è inferiore del 30%. In Baviera addirittura la busta paga di un operaio è di 2100 euro più vari sussidi, sapendo che per vivere si spende il 15% in meno che nel Veneto. Fatti questi paragoni, è facile spiegarsi perché un operaio a Treviso, Belluno, Venezia, Vicenza, non arrivi alla terza settimana del mese, perché un pensionato fatichi a mantenere un tenore di vita decente, o perché un giovane non riesca ad avere uno stipendio sufficiente per costituirsi una famiglia. è proprio nelle nostre province, in cui si lavora sempre e comunque con fatica e a testa bassa, che questa crisi si sente di più. Nei mesi ha toccato il problema stipendi, ma anche i mutui che moltissimi veneti hanno stipulato dopo anni di fatica e risparmi. Risparmi che oggi vedono andare in fumo, non riuscendo contemporaneamente a mantenere un tenore di vita sufficiente e dignitoso perché il loro stipendio non è più commisurato al costo della vita».

«La responsabilità sta a Roma, che assorbe una valanga di soldi prendendoli dalle tasche dei contribuenti veneti, alimentando così una crisi che tocca la popolazione più sensibile del Paese. Noi chiediamo invece un'immediata riduzione della spesa, del prelievo fiscale, del costo della vita. E contemporaneamente vogliamo che sia affidata alla Regione la possibilità di spostare i finanziamenti dai bandi all'abbattimento della pressione tributaria per le imprese e per i lavoratori. Un'operazione - prosegue il vicepresidente - che va portata a termine in fretta, prima di mettere in crisi una regione che oggi è il motore d'Italia. Quanto ad un Osservatorio veneto sui prezzi, ricordo che sullo stesso argomento c'è dal 2005 una proposta di legge d'iniziativa dei consiglieri regionali leghisti. Il testo, che (come avvenuto in altre occasioni) anticipava già allora i tempi e i problemi oggi divenuti concreti, propone un 'paniere a prezzo controllato” e un'etichetta da assegnare alle imprese che commercializzano prodotti di qualità. Nel 2005, il nostro progetto anticipava gli effetti di una crisi che era evidentemente strutturale, e non temporanea, ed andava affrontata fin da subito con mezzi efficaci. Ma tre anni fa centrodestra e centrosinistra non si sono accorti di che importanza aveva la creazione di un paniere veneto a prezzo controllato. Oggi prendiamo atto che alla nostra proposta di allora si aggiunge quella di un Osservatorio regionale sui prezzi, che noi della Lega siamo pronti a sostenere a tutela dei cittadini veneti».