Mi è cosa gradita presentarvi un cuoco che appartiene al segno dello Scorpione e che non ama troppo parlare di sé e scoprire le sue carte. Il nostro colloquio sembra più un interrogatorio che un ameno conversare, proprio per la scarsa dimestichezza che Giorgio Di Meglio presenta nell'esprimersi con scorrevolezza: riservato e un poco timido è solo fra le fragranze della sua cucina e fra i fornelli che manifesta al meglio la sua passione senza riserve. Per il resto gli sembra  che le sue vicende non abbiano poi così tanta importanza e solo insistendo riuscirò a scoprire la lunga gavetta fatta nel ristorante napoletano dello zio, bonario tutore, poi della riuscita professionale anche di altri suoi fratelli, e la lunga scuola di vita fatta di una impegnativa trafila di  stagioni estive che ha compiuto nelle varie località turistiche della celebrata e magnifica zona sorrentina.
Scorpione con la congiunzione di Urano al Sole, Giorgio è della classe del 1979; la sua propensione è comunque quella di integrare e modificare, inventando anche cose nuove  per arricchire il patrimonio di tradizione. Ed ecco la rivisitazione che nel  ristorante di Grosseto '4 Stagioni” compie con la grande approvazione di una soddisfatta clientela: pasta fatta a mano ma condita nei modi più svariati e più singolari, oltre che con la classica pommarola di impronta napoletana; zuppe di pesce nella quali ha spazio anche l'elemento montano dei funghi, l'uso dello zafferano per rendere i piatti 'dorati” com'erano quelli di splendida memoria rinascimentale. Ecco gli abbinamenti probabilmente non tutti in profumo di approvazione dal severo  Pellegrino Artusi, l'alleggerimento dei sughi e degli intingoli presenti nelle sue preparazioni sono resi delicati e morbidi. E ancora la straordinaria varietà delle verdure gratinate al forno e la delicata semplicità dei suoi dolci, che rendonoil ristorante toscano una meta preferita dai buongustai.

Il giovane Giorgio è un convinto assertore della necessità assoluta di una perfezione nella bontà delle materie prime. E così al mattino presto, dirige un via vai di fruttivendoli dalla mille ceste profumate e colorate, contadini di provata esperienza, pescatori che gli portano ciò che hanno appena pescato ed è sotto la sua severe supervisione che si scelgono gli alimenti che potranno poi fare la loro bella figura una volta serviti a tavola. E lo chef ha una cura speciale per la frutta,  presentando un punto di vista un poco fuori dalla norma. Infatti non sceglie la frutta in base alla sua sola florida apparenza ma solo in base al gusto; allora può darsi che scelga delle mele non bellissime, della frutta un poco 'stropicciata” esteticamente ma dal gusto genuino e antico, da usarsi eventualmente per confetture, per macedonie, per composte che andranno ad arricchire panne cotte, crostate o i più classici e richiesti dolci della nonna.

Susy Grossi