Piacciono ai francesi i formaggi...italiani
Ecco una notizia che rende un po' di giustizia all'agroalimentare italiano, in passato sempre sottovalutato a livello internazionale, vuoi per la carenza tutta italiana nel valorizzare i propri prodotti, vuoi per lo strapotere dell'enogastronomia francese…spesso sopravvalutata.
Secondo i dati resi noti da Assolatte, le esportazioni di formaggi italiani sono state nel 2007 di 245.075 tonnellate, con un +3,36% rispetto all'anno precedente. Maggior importatore di formaggi italiani - udite, udite - è risultata la Francia, che ha comprato il 17% di quanto da noi esportato. Riflessione: ma non erano i francesi che si sono sempre vantati di avere i formaggi più vari e più buoni del mondo? Lo stesso presidente De Gaulle aveva avuto a che dire: «Come è difficile governare un Paese che può presentare un formaggio diverso per ogni giorno dell'anno!». Questa la famosa frase di De Gaulle che i francesi hanno strombazzato in tutto il mondo per far sapere e sottolineare la loro leadership anche nel settore dei formaggi, oltre ovviamente al dominio incontrastato dello Champagne.
Noi possiamo rispondere che la catalogazione dei nostri formaggi ne conta più di 450 in tutta Italia, tutti diversi per particolari di produzione e quindi per caratteristiche gustative. Il fatto che i francesi siano i primi importatori di formaggi italiani la dice lunga...Un patrimonio enorme che stiamo piano piano valorizzando (anche se il recente scandalo sui formaggi avariati riciclati ci penalizza non poco). Quello che dobbiamo migliorare è la presentazione di questi formaggi (magari in pezzature più piccole e quindi meglio commerciabili, con confezioni più ricercate e seducenti). Dobbiamo poi fare quadrato per presentarci al mondo in modo unito e quindi più incisivo. Questo ultimo auspicio vale per tutti i nostri prodotti agroalimentari: troppo individualismo e troppa rivalità nuocciono al nostro export.
Roberto Vitali

