Una Vallecamonica tutta da rivedere
Da raccontare ci sono due piccole esperienze estive. Partiamo dalle Vallecamonica. Da dimenticare a Vezza d'Oglio una trattoria e un agriturismo che hanno la pretesa di valorizzare prodotti tipici locali. Nella trattoria, cena a prezzo concordato con una  struttura del parco dell'Adamello. Dieci euro a testa, menu cosi concepito: due primi (farfalle e maccheroni), due secondi (cosce di pollo o in alternativa stinchi di maiale al forno - forse,  resto del pranzo di mezzogiorno). Acqua minerale e...pedalare. Gente giovane in sala e alla cassa, ma perchè distruggere il turismo in zone che tanto fanno  per valorizzare il territorio  con locali che nulla hanno a che spartire con l'ospitalità? E che dire di un agriturismo che offre per cena solo bruschette e a mala pena un piatto freddo? Giustificazione della titolare, abbiamo un gruppo di giovani da sfamare. E per gli altri? Tornino domani...

Genuinità cremonese e turismo gardesano
Piacevole sorpresa invece alla porte di Cremona  in un bar situato nei pressi di un distributore di benzina. Una cosa veloce, chiediamo: il tempo è poco e  tutto è buono. Invece... accoglienza più che dignitosa, locale pulito e decente. L'attesa di una decina di minuti per un panino e una pizza croccante, ben cotta. Ingredienti più che commestibili. Prezzo adeguato, con bevanda compresa, a meno ci cinque euro a testa. Il tutto in un bar senza pretese che riconcilia con il buon senso e l'onestà di chi lavora nel difficile mondo della ristorazione. Alla fine di queste note estive, una riconferma per alcuni locali di Manerba sul Garda. Dalla carne al pesce, in riva al più grande lago d'Italia, abbiamo apprezzato alcune realtà di qualità. Trattorie, locande e ristoranti di alberghi di ottimo livello che conciliano buona tavola e portafoglio. Fosse ovunque così.

Renato Andreolassi