In treno a Milano, l’Italia che non va
Visto che, nonostante la quarta corsia l'autostrada Bergamo-Milano è sempre intasata, decido di prendere il treno da Bergamo, dove abito, a Milano. Poiché alla stazione ferroviaria di Bergamo non esiste parcheggio (carenza inaccettabile), decido di andare in auto alla prima stazione verso Milano, quella di Verdello-Dalmine, dove è un ampio parcheggio auto e si paga solo 1 euro al giorno. Ottima soluzione, ma per arrivare alla stazione faccio un paio di chilometri di coda per entrare in Verdello (causa un semaforo sulla statale e il traffico), rischiando di perdere il treno. Arrivato al parcheggio, perdo altro tempo nel constatare che entrambi gli emettitori del biglietto di sosta sono guasti, causa teppisti. Lascio l'auto senza aver potuto pagare il dovuto pedaggio e arrivo giusto in tempo per salire sul treno (ricoperto da graffiti). L'orologio della stazione segna le 14,15, invece sono le 8,45! Penso: come si può pretendere che i treni arrivino in orario se nemmeno gli orologi delle stazioni conoscono l'ora esatta? Arrivo a Milano Lambrate e pioviggina. Per scendere in metrò faccio slalom tra venditori abusivi di ombrelli e mucchi di free-press abbandonati ovunque, inzuppati d'acqua. Per non parlare delle scritte sui muri, uno squallore. Torno a casa in treno da Milano Centrale: il mio è in orario ma il tabellone della stazione è stillicidio di ritardi, dai 5 ai 50 minuti. Arrivo alla stazione di Verdello senza aver visto un controllore, né all'andata né al ritorno. Recentemente sono state aumentate le multe per chi viaggia sui treni senza biglietto. Bene, è giusto, ma se i controlli non si fanno? Nonostante tutto, Buon Natale e Buon 2008.
Roberto Vitali

