Valorizzare le vie d’acqua, dalla Lombardia l’esempio
Torniamo a casa dopo un periodo di ferie più o meno lungo e riposante. Tutti abbiamo sperimentato ancora una volta quanto sia problematico circolare su strade e autostrade italiane. Per questo salutiamo con piacere lo stanziamento della Regione Lombardia in favore della valorizzazione dei Navigli e dei corsi d'acqua in generale di cui è ricca la regione. Gli obiettivi: 'potenziamento e ottimizzazione della mobilità sostenibile, tramite la realizzazione di piste ciclabili; opere che consentano la navigazione dei canali; interventi che facilitino l'utilizzo delle diverse modalità di trasporto attraverso nodi di interscambio modali”. Mi viene in mente la valle del Reno, in Germania, dove è un continuo via vai di chiatte cariche di merci e sulle due rive la ferrovia fa registrare passaggi continui di treni merci. Da noi solo camion e tir, tir e camion, con le conseguenze che sappiamo. Ero ragazzo e si ipotizzava che le merci prodotte in Lombardia potessero arrivare all'Adriatico lungo il Po e da lì in nave raggiungere il mondo. Ancora una volta la Lombardia dà l'esempio. La valorizzazione delle acque e delle 'vie d'acqua” (altri stanziamento regionali sono stati fatti per i porti di Cremona e Mantova) è un passo avanti verso la razionalizzazione dei trasporti, la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle bellezze naturali. Il discorso si amplia al fiume Po, in crisi vuoi per siccità vuoi per alluvioni, perchè nei decenni non è mai stato regolato come si doveva e lungo le cui rive si registrano ancora veri e propri delitti: scarichi inquinanti, prelievi vietati di acqua e di ghiaia. Vogliamo rovinare la nostra bella Italia? Fermiamoci, prima che sia tardi.
Roberto Vitali

