I salumi italiani cavalcano l’onda
Export al +7,1% e produzione al +1,2%. Questo il magico 2006 del comparto della salumeria italiana. Tutti i dati sono stati presentati a Bruxelles durante l'assemblea annuale di Assica, Associazione industriali delle carni. Occasione per presentare i dati che riguardano produzione, commercializzazione e mercati di un settore che nel 2006 è riuscito, grazie agli sforzi compiuti dalle imprese, a cogliere il miglioramento della congiuntura economica e a mettere a segno una delle migliori performance dell'industria alimentare.
Con un totale di 1.162 tonnellate prodotte (+1,2%) e un valore di fatturato all'ingrosso di 7.775 milioni di euro (+3,2%) la produzione di salumi si è riportata sui livelli di crescita del 2003. In merito ai singoli salumi, prosciutto crudo (21,9%) e cotto (25,1% ) hanno continuato a rappresentare ancora quasi la metà della produzione nazionale.Nel 2006, il settore leader in Europa per numero di Dop e Igp (28 salumi tutelati) ha confermato la tendenza all'aumento delle esportazioni di salumi superando i valori percentuali del 2005. Nel periodo di riferimento sono stati spediti oltre confine prodotti per ben 101.500 tonnellate (+7,1%) e un corrispettivo di circa 769 milioni di euro (+9,1%).L'attivo commerciale ha evidenziato un importante miglioramento, passando da 575 a 623 milioni di euro (+8,4%). L'Ue si è confermata ancora una volta il principale destinatario, con una quota di mercato stabile rispetto al 2005. Francia, Germania, Austria, Regno Unito e Belgio sono i primi 5 Paesi dell'Ue destinatari delle esportazioni italiane. All'interno del mercato unico la Francia - nonostante un incremento limitato (+2,6%) - ha mantenuto il ruolo di primo destinatario in termini di quantità (circa 23.600 tonnellate per un valore pari a oltre 162,5 milioni di euro). La Germania con oltre 23.175 tonnellate (+9,9%) e più di 179 milioni di euro ha chiuso il 2006 confermandosi primo mercato di riferimento in termini di fatturato e avvicinandosi alla Francia anche in termini di quantità. A guidare l'ascesa dei prodotti su questo mercato sono stati i prosciutti crudi (+12,4%) e i salami (+10,8%).Notizie positive sono arrivate dai nuovi membri della Ue, la cui domanda è cresciuta di 14,5 punti percentuali. Gli ordini di questi Paesi, pur rimanendo ancora limitati, hanno continuato a mostrare buone potenzialità.
Fra i nuovi partner europei degna di nota è stata la domanda di Slovenia (+22%), Malta (+17,6%), Ungheria (+21,5%) e Polonia (+35,8%). Oltre i confini comunitari, la Svizzera con circa 4.450 tonnellate si è confermata primo mercato di riferimento fra i Paesi terzi. In crescita sostenuta sono risultati anche tutti gli altri mercati con interessanti potenzialità: dal Giappone (+14%) alla Federazione Russa (+24,8%). Il dato degli Usa, sostanzialmente stabile (-0,2%), conferma il volume di esportazioni verso questo importante mercato, anche tenuto conto dell'ottimo andamento che è stato registrato nel 2005 (+14,6%),
Negli ultimi 12 mesi questi tre importanti mercati, grazie all'azione del Governo italiano affiancato da Assica, hanno aperto le proprie frontiere ai prosciutti crudi italiani. Da novembre 2006 sono state autorizzate le esportazioni in Corea del Sud dei prosciutti crudi, che si sono aggiunti al prosciutto cotto, alla mortadella e al cotechino. Mentre dai primi mesi del 2007 sono state avviate le esportazioni di prosciutti crudi in Australia.

