Colli Euganei da gustare, da bere, da vivere
Storia e natura hanno regalato al Veneto tutto quanto un turista possa desiderare: il mare, la montagna, i laghi, le terme e le città d'arte.
I Colli Euganei si elevano al centro della regione, dove si gode uno spettacolo suggestivo e indimenticabile fatto di cielo azzurro, di misteriose foschie, di viti e prati dal tenero color verde a primavera e rosso dorato in autunno. Fatto di profumati e geometrici vigneti di Garganega, Serprina, Tocai, Pinot, Chardonnay, Pinella, Sauvignon, Riesling, Italico, Barbera, Raboso. Trapuntato dai tradizionali vigneti di Merlot e Cabernet, che fanno parte integrante della cultura enogastronomica veneta sin dall'Ottocento.
Il paesaggio è un susseguirsi di perfette geometrie di vigneti, di borghi e castelli medioevali, di ville rinascimentali e dimore patrizie, di chiese, di monasteri ed eremi tuttora abitati da benedettini e camaldolesi.
Scenario perfetto per un mondo splendido, quello della Strada del vino Colli Euganei (www.stradadelvinocollieuganei.it ). Sui Colli Euganei produrre vino è da sempre un'arte, favorita dalla morfologia delle vigne e dal clima particolarmente propizio: ci troviamo nei monti più a sud del Veneto; qui le vigne dimorano accanto ai fichi d'india e, grazie al benefico influsso del mare ed al terreno vulcanico, ci regalano vini caratterizzati da note mediterranee e minerali di grande carattere.
Realtà naturale che si tramanda e tecnologia avanzata che si rinnova di continuo, danno vita ai vini garantiti dal Consorzio tutela dei vini Doc dei Colli Euganei. Sono il caldo Colli Euganei Rosso, il classico Colli Euganei Bianco, il profumato Cabernet Franc, il potente Cabernet Sauvignon, il nobile Pinot bianco, l'internazionale Chardonnay, l'agrumoso Fior d'Arancio, l'intenso Moscato, l'allegro Novello, il fresco Pinello , l'elegante Merlot, il frizzante Serprino. Lungo la Strada del vino si ritrova un paradiso gastronomico dove le tradizioni locali si fondono con l'inventiva dei cuochi euganei, felici di fare gustare le migliori espressioni stagionali dei prodotti dell'orto, del campo e della corte padovana.
I tradizionali risotti con le erbette spontanee, con i 'bisi”, con le 'ciche” o i fegatelli, con le quaglie o con il radicchio. Le paste fatte in casa, dai 'bigoi” con l'anatra alle tagliatelle con oca e zucca, dalle pappardelle ai pasticci e agli sformati; i secondi piatti con l'anatra ripiena, la gallina padovana, il coniglio, gli spiedi di torresani e di faraone, il pollo fritto, le carni in umido e le saporite grigliate. Per finire con torte e crostate euganee con la frutta in composta o fresca, i dolcetti con lo zabaione al moscato e le 'pinze” al mais.
Greta Nicoletti

