Un'area che da sola copre il 34-35% del totale delle esportazioni italiane in campo agroalimentare, pari a 22 miliardi di euro all'anno. Questo il ruolo della macroregione del nord ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna) composta da oltre 25 province, protagonista del Convegno 'Il Nord Ovest come nuova food valley italiana”, promosso dalle province di Milano e Lodi e tenutosi nel lodigiano Parco tecnologico padano.

 Nella rete delle province del nord ovest, Lodi è stata candidata a essere un punto di riferimento per la ricerca biotecnologica applicata al campo alimentare in vista dell'Expo 2015. «Una possibilità che riguarda Milano, ma anche tutta l'area metropolitana che la circonda – ha precisato Lino Osvaldo Felissari, presidente della provincia di Lodi. La ricerca oggi è il propellente indispensabile per la nuova competizione economica: il sapere diventa impresa, creando opportunità che vanno colte per attuare occasioni di emancipazione per i territori attraverso sinergie e cooperazioni. Nell'agroalimentare, il polo di ricerca lodigiano è a disposizione del Paese per garantire, attraverso strumenti innovativi, salubrità, sicurezza e rintracciabilità degli alimenti».

La portata nazionale dell'evento è stata caratterizzata dalla presenza del ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro che ha sottolineato l'importanza dell'intero settore agroalimentare italiano, ma ha anche rimarcato come spesso la filiera produttiva e distributiva sia inadeguata da un punto di vista organizzativo. «Ciò ci penalizza – ha detto – sui mercati del mondo. Il problema è nostro, non tanto di chi all'estero spaccia per made in Italy prodotti che in realtà non sono nostri o di chi soddisfa una domanda comunque crescente del mercato con prodotti di scarsa qualità. La domanda c'è, occorre organizzarsi per soddisfarla».


Un buon sistema per fare un salto di qualità nel modo di procedere è quello di fare rete fra le province, dove si ricerca e si producono gli alimenti, anche se ciò è complicato perché implica di ascoltare l'altra parte politica. C'è una rete dei saperi sul territorio della food valley che va intercettata e valorizzata, ha precisato Daniela Gasparini, assessore provinciale di Milano.


La salvaguardia dei nostri prodotti Doc e Dop, la loro valorizzazione e la loro maggior diffusione all'estero sono stati alcuni dei tanti temi che più hanno animato il dibattito. Giacomo Mojoli di Slow Food, ad esempio, ha evidenziato come occorre tenere conto anche dei 'valori” legati al cibo come il rispetto della sostenibilità ambientale (la produzione agroalimentare può avere un forte impatto sull'ecologia del territorio), per arrivare a consumare un cibo di qualità e 'buono” in tutti i sensi.

 Il presidente dell'amministrazione provinciale di Piacenza, Gian Luigi Boiardi, ha invitato a evitare di disperdere risorse e indirizzarle su progetti condivisi e credibili. Il riferimento in questo senso era alla costituzione del Distretto del pomodoro, nato dalla volontà di condivisione di due province emiliane (Piacenza e Parma) e una lombarda (Cremona). L'altissimo standard di sicurezza del cibo non solo italiano ma anche europeo, in tempi di preoccupazione per il diffondersi degli alimenti geneticamente modificati e di paura appena passata per il morbo della 'mucca pazza”, è stato invece ribadito da Francesco Salamini, direttore scientifico del centro Tecnologico Padano. Sicurezza che è frutto della ricerca continua, come quella condotta dal Parco, che ormai da anni raccoglie l'invito fatto dall'ex presidente Ciampi, e ricordato dal sindaco di Lodi Lorenzo Guerrini, di "ripartire dalla ricerca per rinnovare e sviluppare il paese".
"Il futuro del food: cultura, industria, creatività" è stato invece il tema di una tavola rotonda. <Vetrine come il Salone del gusto di Torino e il Vinitaly di Verona, ha concluso Antonio Saitta, presidente della provincia di Torino e neo-presidente del Comitato promotore della Fondazione delle province del nord ovest a seguito del passaggio di consegne dopo il semestre di presidenza di Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, hanno dato e daranno ancora la giusta visibilità ad un'enogastronomia tradizionale che, per gli stessi cittadini, è una riscoperta>.
Marino Fioramonti