Valorizzare le tradizioni alimentari e culinarie come fossero giacimenti di 'cultura materiale”, indispensabili non solo per la conoscenza della storia del territorio e la conservazione della sua identità, ma anche per un'efficace valorizzazione turistica. Con questa finalità, l'Associazione Atelier delle arti e del gusto ha organizzato una rassegna di incontri dedicata al patrimonio enogastronomico del Lario intitolata 'I sapori della memoria”. Il tutto articolato in conferenze, banchetti teatrali, spettacoli e laboratori di degustazione per adulti e bambini, effettuati in sedi anche insolite e in diversi comuni delle province di Lecco e Como.

 Circa un anno fa, i due curatori dell'evento, Mauro Rossetto e Donatella Bonioli, hanno iniziato a concepire la rassegna e poi, grazie al contributo della Regione Lombardia, hanno preso in considerazione i due rami del Lago di Como, convinti che dal punto di vista dei 'giacimenti enogastronomici” ci fosse una sostanziale unità.

'Edonismo intelligente”: la definizione/scopo che i due curatori hanno inteso perseguire. La componente culturale propriamente detta si è potuta esplicare attraverso alcune conferenze a Como e ad Airuno (si veda foto in basso) sulla storia della cucina e della viticoltura in Brianza e sul Lario, tenute dal direttore dei Musei Civici di Lecco Gian Luigi Daccò e da Mauro Rossetto, storico e sommelier. L'afflusso di pubblico, la qualità dell'attenzione e la sorprendente, vivace partecipazione dei bambini hanno dato soddisfazioni particolari, trattandosi di un filone non facile né scontato. Si è rilevato analogo interesse per proposte in cui la riscoperta di tradizioni locali era presentata con modalità e ambientazioni nuove e insolite. 'Suoni e sapori: il tango e la cioccolata del lago”, ad esempio, è stata una performance in un'elegante galleria d'arte di Como specializzata in gioielli e suppellettili antichi.

Le cene letterarie sono state l'attività su cui si è lavorato maggiormente (si veda foto più sotto). Molti comuni, su 'quel ramo del Lago di Como” hanno ospitato, la Cena Manzoniana, in cui si è reso omaggio al ricettario di tradizioni del ‘600 i cui sapori sono stati il vero richiamo al titolo della rassegna stessa. Interessante e audace, un tentativo gastronomico-letterario nuovo, basato sul Charles Dickens del 'Canto di Natale”. In un locale suggestivo sono stati ricostruiti i dati salienti di un breve romanzo presente nella memoria di molti. L'esperimento è stato giocato su un doppio filone di memoria: quello che passa attraverso le sensazioni ed evocazioni di una quasi favola indimenticabile e quello che i sapori via via presentati sulla tavola suscitavano progressivamente. Operazione riuscita, obiettivo raggiunto per un'avventura tutta lariana.

n.f.