Il vino non è più solo il miglior accompagnamento di un buon piatto, ma per gli italiani rappresenta una vera e propria passione, un piacere personale che ha creato una community di 2 milioni di wine lovers. Sono sempre più numerosi infatti i consumatori preparati ed esigenti (67%), informati (41,6%) e spesso dei veri intenditori (22,8%) disposti a spendere in termini di quantità ma soprattutto di qualità delle bottiglie.
In Italia sono ancora una nicchia e rappresentano tra il 3% e il 4% della popolazione maggiorenne, ovvero quasi 2 milioni. Appartengono alle fasce più alte della popolazione e  possono investire tempo e denaro in questo che considerano un vero e proprio stile di vita, partecipando a degustazioni o acquistando guide e che per una bottiglia 'speciale” sarebbero disposti a spendere anche più di 500 euro. Questo è quanto emerso da uno studio commissionato da Vinitaly e realizzato da Eta Meta Research attraverso 101 interviste ad aziende agricole produttrici di vino e 518 a consumatori e conoscitori di vini con l'obiettivo di tracciare il profilo socio–comportamentale del wine lover nazionale.
Chi è il wine lover italiano? Intenditore di vino, normalmente di cultura medio alta (21,8%) e che prova grande piacere nel bere un buon vino (14,9%), curioso e aperto a nuove esperienze (9,9%), con una vera passione per il buon vino e la buona tavola (8,9%).
Il vino? Il primo criterio di scelta è il gusto, ma sempre più importante il rapporto 'qualità-prezzo”. Il wine lover fa i suoi acquisti con una frequenza settimanale o al massimo quindicinale e in media acquista 111 bottiglie all'anno (il 3,7% arriva persino a comprarne oltre 300), scelte in base ai suoi  gusti personali (37,5%) ma anche tenendo presente i possibili abbinamenti con il cibo (21,8%). Lo studio sembra non contempla quel consumatore che acquista la bottiglia al ristorante, durante o dopo il pasto. Elementi sempre più importanti per gli intervistati, il rapporto qualità-prezzo (37,5%), il territorio di provenienza (29,5%) e la denominazione d'origine (Igt, Doc, Docg), mentre la notorietà della marca 'pesa” solo per il 13,1%.
 L'indagine conferma, inoltre, che il consumo del vino è legato prevalentemente al cibo: il 56,9% degli intervistati beve 'esclusivamente durante i pasti”, il 41,9% sia durante i pasti che fuori pasto e solo l'1,2% 'esclusivamente fuori pasto”. Per il 57,9% dei wine lover il vino va bevuto preferibilmente in compagnia, specie in accompagnamento a una cucina casalinga ma per il 42,1% un buon bicchiere di vino è un piacere in ogni caso, anche quando si è soli. Quasi tutti d'accordo invece sulla scelta del vino: il rosso si conferma il 're” incontrastato, seguito dai bianchi e dagli champagne. Posti in seconda fila per spumanti, vini da dessert e rosati. Un altro must dell'appassionato italiano è la costante informazione: il passaparola e il coinvolgimento da parte di amici, parenti o familiari (46,7%), l'aggiornamento tramite guide specializzate (32,6%), fiere e altre manifestazioni sul territorio (30,1%), visite alle aziende (29%), riviste specializzate e programmi televisivi (24,3%) e internet (41,1%).
Gettonatissime anche le degustazioni nelle cantine (53,1%) e nelle enoteche (42,9%), le fiere di settore (37,8%), gli itinerari del vino (27,8%) e i viaggi enogastronomici (23,7%). In merito a queste rivelazioni sono emerse considerazioni da parte degli enti turistici nazionali, come per esempio il Movimento turismo del vino, il cui presidente Chiara Lungarotti ha dichiarato che «il Movimento con le sue 1.000 aziende associate ha come obiettivo quello di promuovere la cultura del vino e dell'accoglienza in cantina". «L'enoturismo infatti - ha continuato Valentino Valentini, presidente dell'associazione Città del vino - è una realtà in continua crescita, che già oggi conta 540 comuni italiani. Il vino ha praticamente plasmato il sistema locale, con un flusso di visitatori raddoppiato negli ultimi due anni". «Il problema - ha sottolineato Giorgio Boscolo di Boscolo Tours, ¬sta nell'aggregare tutte le informazioni in un unico luogo, fisico o virtuale,così che il turista potenziale possa, sulla base di esigenze e passioni, trovare, scegliere e prenotare la soluzione che desidera».
g.n.