Molti conoscono Ovada solo come casello lungo l'autostrada verso la Liguria o Serravalle Scrivia per l'enorme outlet, uno dei primi in Italia. Pochi sono usciti a questi caselli per conoscere l'Ovadese, ovvero l'Alto Monferrato, la parte sud della provincia di Alessandria. Eppure questo è un territorio affascinante, ricco di castelli e antichi borghi arroccati sui colli, di vigneti e cantine dove si producono il Gavi Docg e il Dolcetto d'Ovada, insieme a una gamma di altri vini Doc (ogni anno a Castelletto d'Orba, in marzo, sono protagonisti di una 'Rassegna” organizzata dall'amministrazione comunale).
 Se la rivalutazione delle acque terapeutiche resta uno degli obiettivi, già in atto è il rinascimento turistico dell'Alto Monferrato legato alla viticoltura e all'enogastronomia in genere.
L'impegno negli investimenti da parte di numerose aziende vinicole, che hanno aperto ristoranti di buon livello e centri di accoglienza (come il Castello di Tagliolo sempre aperto, la Cascina Pertica a Novi Ligure, attrezzata per visite e degustazioni, Villa Sparina a Monterotondo di Gavi dove da un paio d'anni Stefano Moccagatta ha ricavato un confortevolissimo 'Ostelliere” e il ristorante 'La Gallina” degno di attenzione), trova riscontro anche nel sostegno degli enti pubblici. La Strada del vino mette in scena 'Castelli e Vino”, ricco programma di spettacoli e degustazioni per l'estate e l'autunno.
Castelletto d'Orba in ottobre ospiterà il Festival di musica e danze della tradizione popolare 'Terra e Vino”, mentre una Bottega del vino è stata aperta di recente a Rocca Grimalda e altre sono imminenti a Ovada, Gavi, Alice Bel Colle e Castelnuovo Bormida. I vini di questa zona hanno quantità e qualità. Il Gavi (ancora più apprezzato all'estero che in Italia), il Cortese dell'Alto Monferrato, i Dolcetto di Ovada e di Acqui, il Brachetto, il Moscato, il Barbera del Monferrato, senza dimenticare la grappa, che qui ha antica e consolidata tradizione. Il più strutturato e longevo è il Dolcetto d'Ovada, capace di performances degne dei grandi rossi italiani. Si produce in 22 Comuni con un severo disciplinare. Una curiosità interessante è un Rosato da Dolcetto prodotto a Castelletto d'Orba da Giorgio Cichero nelle sue cantine seicentesche scavate nella roccia.

r.v.