Non solo tasse, nella Finanziaria anche opportunità per l’agroalimentare
Eppur si muove. Vien quasi spontaneo citare Galileo scoprendo che, fra tagli e nuove tasse, nella Finanziaria 2007 sono contenute anche interessanti novità a favore della filiera agroalimentare. A segnalare quella che appare innegabilmente come una sorpresa positiva è stato Focuswine con una prima stima dei vantaggi che riguardano in particolare i produttori di vino, la punta di diamante dell'agricoltura italiana nel mondo. In generale per il settore primario sono previsti strumenti per il sostegno e la modernizzazione. Fra quelli di maggiore valenza per il mercato sono ad esempio importanti i crediti d'imposta a sostegno degli investimenti e dell'internazionalizzazione delle imprese: dalla base imponibile del reddito di impresa viene escluso il 25% del valore degli
investimenti per pubblicità sui mercati esteri.
Un intervento assolutamente indispensabile per rafforzare le nostre imprese anche se non si capisce perché un analogo provvedimento non valga anche per il mercato italiano, dove pure i nostri produttori devono sostenere concorrenze (spesso quasi a livello di dumping) da parte di concorrenti stranieri…Interessanti sono anche gli sgravi fi scali (con un credito d'imposta pari al 50% delle spese sostenute) per chi adotta procedure di certifi cazione della produzione (biologico o denominazione di origine). Un passo fondamentale per valorizzare le denominazioni protette e garantire quindi alla ristorazione prodotti di qualità facilmente riconoscibili anche dai consumatori. Più discutibile potrebbe essere forse l'aumento del limite per la possibilità di vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli di prodotti (che passa a 160.000,00 euro per le persone fi siche e a 4 milioni di euro per le società). Se da un lato è positivo che si possa favorire un approccio diretto fra consumatori e produttori, dall'altro ci piacerebbe vedere anche qualche regolamentazione più precisa dell'area degli agriturismi che temiamo continuino a godere di una condizione un po' troppo privilegiata rispetto al più generale comparto dell'Horeca di cui dovrebbero essere invece considerati parte integrante, sia pure 'specializzata”. A partire da questo numero Lombardia a Tavola avvia un restyling grafi co per offrire uno strumento di comunicazione sempre più attuale e di agevole lettura. Per adeguarci inoltre alla nostra ormai consolidata dimensione nazionale (attestata da una diffusione media che l'anno scorso aveva raggiunto le 42mila copie mensili) abbiamo costituito il gruppo editoriale Italia a Tavola network che caratterizzerà d'ora in avanti le nostre attività per rappresentare al meglio la complessa realtà dell'Horeca.
Alberto Lupini
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Un intervento assolutamente indispensabile per rafforzare le nostre imprese anche se non si capisce perché un analogo provvedimento non valga anche per il mercato italiano, dove pure i nostri produttori devono sostenere concorrenze (spesso quasi a livello di dumping) da parte di concorrenti stranieri…Interessanti sono anche gli sgravi fi scali (con un credito d'imposta pari al 50% delle spese sostenute) per chi adotta procedure di certifi cazione della produzione (biologico o denominazione di origine). Un passo fondamentale per valorizzare le denominazioni protette e garantire quindi alla ristorazione prodotti di qualità facilmente riconoscibili anche dai consumatori. Più discutibile potrebbe essere forse l'aumento del limite per la possibilità di vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli di prodotti (che passa a 160.000,00 euro per le persone fi siche e a 4 milioni di euro per le società). Se da un lato è positivo che si possa favorire un approccio diretto fra consumatori e produttori, dall'altro ci piacerebbe vedere anche qualche regolamentazione più precisa dell'area degli agriturismi che temiamo continuino a godere di una condizione un po' troppo privilegiata rispetto al più generale comparto dell'Horeca di cui dovrebbero essere invece considerati parte integrante, sia pure 'specializzata”. A partire da questo numero Lombardia a Tavola avvia un restyling grafi co per offrire uno strumento di comunicazione sempre più attuale e di agevole lettura. Per adeguarci inoltre alla nostra ormai consolidata dimensione nazionale (attestata da una diffusione media che l'anno scorso aveva raggiunto le 42mila copie mensili) abbiamo costituito il gruppo editoriale Italia a Tavola network che caratterizzerà d'ora in avanti le nostre attività per rappresentare al meglio la complessa realtà dell'Horeca.
Alberto Lupini


