Il Sagittario “mira” a un menu da convivio per oversize
Esuberante, simpatico, entusiasta, in genere contagioso nella sua vitalissima carica di allegria, il Sagittario è un segno dominato dalla loquace benevolenza di Giove e, in seconda battuta, dalle inquietudini di Nettuno. Gaudente, edonista, dotato di un'autostima più salda della Rocca di Gibilterra, il sagittario a volte non considera troppo il fatto che le parole e le azioni altrui non siano il frutto di una specchiata onestà, con conseguenze che risultano impreviste solo ai suoi occhi. Cosmopolita per scelta e per istinto, sa valutare da esperto le culture di Paesi lontani e di mentalità differenti da quelle nostrane e appartenenti ad altri popoli perché spesso le conosce meglio degli altri e ne ha fatto spesso oggetto di analisi e di studio approfondito. è in genere un segno ben disposto verso tutti, benevolo e generoso fino all'eccesso, con una grande carica di comprensiva umanità. Estroverso, ciarliero e spiritoso, chi è nato dal 23 di novembre al 22 di dicembre di solito possiede un personale imponente, taglie un pochino più sovrabbondanti della norma, e una costituzione fisica ben sviluppata, robusta, adatta a sopportare anche gli strapazzi dei suoi amati viaggi che, se non compie realmente e regolarmente come vorrebbe, lo portano comunque - anche in sede - a veleggiare in climi intellettuali e mentali di alta e rarefatta quota. Comunque è una buona forchetta e ama mettersi a tavola in un contesto conviviale che sia consono alla sua ottima qualità di commensale affascinante, di dotto affabulatore: erudito, spigliato e spiritoso. A tavola solitamente esagera sempre un tantino e nella sua floridezza se ne intravedono i naturali e conseguenti risultati: imparare a dosare gli ingredienti sarà per lui un passo antipatico ma necessario per limitare l'abbondanza delle libagioni. Consuma con piacere piatti elaborati e succulenti, carni sugose con intingoli divini da raccattar con il pane fresco, involtini ricchi e sugosi, formaggi stagionatissimi e cacciagione dal sapore ancora un pochino tendente all'aspro. Apprezza grandemente e letteralmente adora i piatti esteri come il cus cus, gli spiedini greci, le salse francesi, il maiale in agrodolce, il gulasch ungherese, le aringhe e i merluzzi che arrivano dal Nord e i piatti con la panna acida di moscovita memoria, apprezzati nei suoi lunghi viaggi.

