Obiettivo 10 milioni di Parma. Il prosciutto più amato
Dieci milioni di pezzi. Questo l'obiettivo per il 2007 del Consorzio del prosciutto di Parma, più che mai deciso ad ottenere la costituzione del distretto che in qualche modo deve consacrare anche in modo ufficiale il livello di qualità, e importanza economica, dalla dozzina di comuni che gravitano attorno a Langhirano (Pr), la patria del Parma, dove avviene la preparazione dell'80% dei prosciutti.
Secondo il presidente del consorzio, Stefano Tedeschi, per il Parma oggi c'è ancora spazio per crescere puntando sulla qualità e sulla valorizzazione del marchio 'Parma”, riconoscibile in tutto il mondo, anche in Cina dove si stanno aprendo prospettive di mercato decisamente interessanti.
Certo servono nuove strutture, fra queste la difesa del marchio di un prodotto unico, ma facilmente imitabile. Basti solo ricordare che negli Usa l'86% dei prodotti a marchio italiano sono falsi, a partire dagli alimentari. Una tutela decisamente migliore potrebbe avvenire se tutto il prosciutto italiano si presentasse unito, ma questa strada non sembra essere facile. Il Parma (che da solo rappresenta la metà della produzione italiana) non ha, per esempio, trovato finora alleati nella realizzazione a Parma della prima borsa telematica dei prosciutti.
Il consorzio intanto prosegue sulla sua strada di successii, come ben dimostra anche la recente 10a edizione del 'Festival del prosciutto di Parma” che, grazie anche all'impegno del direttore del Consorzio, Stefano Fanti, quest'anno ha registrato il tutto esaurito nelle varie manifestazioni e nelle visite guidate ai prosciuttifici. Testimonial di quest'anno, Gerard Depardieu.
a.l.
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