Cantine e ristoratori alla prova del Vinitaly
La Lombardia è ormai da tempo riconosciuta come un'area vinicola in crescita e capace di incidere sulle tendenze del mercato. Pensiamo al successo, fra i tanti, di vini come il Franciacorta, lo Sforzato o il Buttafuoco, ormai a pieno titolo parte integrante del Ghota dell'enologia italiana. Ma parlando di Lombardia non possiamo non fare riferimento ad una più vasta area dove vino e cucina si intrecciano fra loro e superano i confini della burocrazia e per fare invece i conti con il gusto e le tendenze del territorio. Cogliendo l'occasione del numero dedicato al Vinitaly e sottolineando la sua caratteristica di testata di riferimento per tutta l'area del nord Italia, quest'anno Lombardia a tavola ha deciso di presentarsi come una sorta di vetrina di un territorio virtuale, ma ben presente nelle scelte dei consumatori: quella grande area lombarda che abbraccia territori a vocazione vinicola che hanno spesso come mercato principale Milano. E con le stesse modalità con cui abbiamo sempre presentato i vini 'lombardi” così illustriamo ora anche alcuni di queste zone, dal Canton Ticino ai colli piacentini, da Verona a Novara, dal Trentino ad Alessandria. Il tutto avendo ben presente cosa realmente si consuma con maggiore frequenza nella ristorazione di questi territori. Ed è proprio con l'attenzione al binomio vino/ristorazione o vino/bar che dal Vinitaly ci attendiamo iniziative capaci di ridare slancio e prospettiva a consumi in calo, un po' per la crisi economica ed un po' per i troppi errori a livello di prezzo, soprattutto nei consumi fuori casa, ora forse in fase di risveglio. L'esperienza accumulata dal Vinitaly dovrebbe essere in proposito una garanzia. Quarant'anni anni per una fiera sono tanti e, forse, li dimostra. Sul piano dei numeri, delle presenze, delle attività collaterali, nessuno in Italia ed in Europa può pensare di raggiungere un ruolo e un'importanza nel mondo del vino come quello dell'appuntamento veronese, immancabile e unico. Come spesso succede, ogni forte crescita porta però con sé qualche inconveniente. Giunto ad un'età di piena maturità, anche il Vinitaly, come tutti, comincia forse a mostrare delle rughe. Forse solo segni d'espressione che ingentiliscono e creano più fascino, come si dice alle belle donne preoccupate del loro aspetto. La dilatazione dell'area espositiva (che costringe a chilometrici trasferimenti fra un padiglione all'altro) e la presenza di capannoni troppo vecchi e separati fra loro, sono due degli aspetti che maggiormente fanno riflettere sulla necessità di un'adeguata operazione di lifting per il Vinitaly. Soprattutto dopo che sembra essere stato in parte risolto l'annoso problema dei parcheggi. Interventi necessari anche perchè, a pochi chilometri di distanza, MiWine scalda i motori a Rho, per offrire, magari non in alternativa ma certo in qualche modo in concorrenza, il massimo dell'efficienza e dei servizi oggi a disposizione nella nuova sede di FieraMilano.
Alberto Lupini


