Finalmente una buona notizia In crescita i consumi fuori casa
Finalmente qualche buona notizia. Secondo l'Istat i consumi alimentari fuori casa sono in crescita: oltre 58 miliardi di euro di spesa nel 2005, più 2,6% in un anno. Senza addentrarci in dati statistici che non ci convincono più di tanto (come si calcola la quota del 'nero”?), è importante notare come
qualcosa finalmente si stia muovendo. Molto dell'aumento è dovuto ovviamente ai rincari, ma sta salendo anche il numero di chi va al ristorante o al bar almeno una volta la settimana (18milioni e 200mila persone). Come dire che chi lavora bene (e con prezzi giusti) può sperare che il periodo più nero possa finire a breve e puntare ad avere più presenze. Fra le tendenze segnalate nella ricerca presentata alla recente Mostra dell'alimentazione di Rimini (a cui dedichiamo non a caso il primo piano di questo mese) c'è un aumento da qui a 3 anni del peso del 'fuori casa” sul totale dei consumi alimentari: dal 34% al 36% del totale. Il tutto mentre si sta riequilibrando l'intero settore HoReCa: negli ultimi 7 anni i bar sono scesi da 143mila a 130mila e i ristoranti fra il 2001 e il 2005 sono invece cresciuti da 101mila a 103mila (di cui un terzo fra pizzerie e trattorie). E mentre gli italiani continuano a preferire i ristoranti poco affollati e abituali ci sono dei cambiamenti da tenere presente: dal crescere dei locali esotici, di cui ci siamo già più volte occupati, a quelli specializzati. Per non parlare delle nuove abitudini alimentari, come quelle dei sempre più numerosi vegetariani, da cui abbiamo tratto spunto per un servizio centrato sui possibili abbinamenti degli ortaggi con il vino. E non a caso, visto che il vino è l'elemento che continuiamo a ritenere fondamentale per lo sviluppo della nostra ristorazione e più in generale della filiera agro-alimentare, nonché un protagonista di primo piano nei conti economici degli esercizi pubblici. Lo è per la questione 'rincari”, su cui torneremo nei prossimi numeri visto il grande dibattito che si è aperto finalmente fra gli operatori, come per la possibilità di caratterizzare un locale ed il suo stile.
In proposito speriamo di avere finalmente qualche segnale positivo dall'ormai imminente Vinitaly che, giunto alla sua 40a edizione, si gioca ormai tutto sulla possibilità di essere davvero ancora in grado di intepretare il più importante comparto dell'agricoltura italiana. Il vero rischio è che, ancora una volta, più che alla qualità dei servizi offerti ad espositori e visitatori, si punti solo sui numeri, perdendo un'occasione storica. Anche perchè, a nemmeno due mesi di distanza, gli operatori dell'Horeca avranno la possibilità di verificare l'offerta di MiWine che si sta preparando alla sua seconda
edizione forte di due carte non facili da replicare: i servizi e la logistica della modernissima sede di FieraMilano a Rho e la
scelta di puntare solo al contatto diretto fra chi produce vino e chi lo compra per ragioni professionali: ristoratori ed enoteche. Lasciando ai consumatori altre occasioni di cui in Italia non c'è certo mancanza.
Alberto Lupini


