Restyling di un mito: piccola, grande Mini
La Mini cambia per non cambiare. Cioè per replicare il grande successo ottenuto sino a questo momento, con oltre 800.000 unità vendute in meno di cinque anni, di cui 100.000 solo su tutto il territorio italiano
Il nuovo modello, in vendita da novembre, propone un affinamento senza stravolgimenti delle classiche linee squadrate, interni migliorati nella qualità e nella disposizione dei componenti, ma soprattutto una gamma totalmente rinnovata di motori e trasmissioni. Esternamente sono stati ritoccati soprattutto il frontale, con un nuovo cofano motore gonfiato verso l'alto, e la coda, con una bombatura sotto il lunotto che regala più spazio al bagagliaio. All'interno, cambia in maniera significativa il disegno della plancia. 
Il grande tachimetro circolare sulla parte superiore della consolle comprende ora anche i comandi e il display dell'impianto audio e dell'eventuale navigatore satellitare. Le bocchette di aerazione sono state spostate verso le estremità, mentre un'inedita batteria di levette è comparsa nel soffitto, sopra lo specchietto retrovisore. Scompaiono, inoltre, il blocchetto e la chiave di avviamento: al loro posto ci sono un chip e il pulsante di accensione e spegnimento del motore.
Le novità più importanti sono comunque sotto il cofano, dove è installato l'inedito quattro cilindri 1.6 a 16 valvole e iniezione diretta di benzina realizzato congiuntamente da BMW e PSA Peugeot-Citroën. Due le versioni disponibili al debutto, la Cooper ad aspirazione normale e la Cooper S con turbo, a cui si aggiungerà in seguito una nuova variante Diesel.
La versione aspirata sviluppa 120 cavalli di potenza a 6.000 giri e 160 Nm di coppia massima a 4250 giri, ma soprattutto impiega il sistema di fasatura variabile Valvetronic di origine BMW che consente di ottimizzare l'erogazione a qualsiasi regime. Con il turbo la potenza sale a 175 cavalli a 5.000 giri e la coppia massima a 240 Nm in un arco di sfruttamento che va da appena 1.600 a ben 5.000 giri. Entrambe le versioni sono abbinate a un nuovo cambio manuale Getrag a sei rapporti. 
Nella nostra prova in anteprima sull'impegnativo circuito olandese di Zandvoort, dove correvano una volta le Formula 1, la Cooper S ha mostrato di saper coniugare perfettamente le grandi doti di agilità e maneggevolezza con il brillante temperamento del motore e alti limiti di tenuta. Se non si guida come un kart, poco ci manca: la vettura si inserisce in curva con grande precisione e una prontezza di risposta al comando del volante persino inattesa, grazie anche all'accurata messa a punto del nuovo servosterzo elettrico. Ma la marcia in più della nuova Mini, oltreché nel cambio, sta nell'elasticità del propulsore e nella fluidità dell'erogazione della potenza. Accelerare e soprattutto riprendere dai bassi regimi è ora molto più facile e rapido. E ciò si traduce in un superiore piacere di guida. Equipaggiata con sei airbag, cerchi in lega da 15 pollici sulla Cooper e da 16 con pneumatici runflat sulla Cooper S, la nuova Mini ha assorbito nella dotazione di serie diversi accessori che venivano offerti sulla prima serie con pacchetti a pagamento. I prezzi partono da 19.450 euro per la Cooper e da 23.800 euro per la Cooper S. La gamma sarà ampliata nel corso del 2007 con l'aggiunta della versione base One e della D. Quest'ultima al posto del motore 1.4 da 88 cavalli di origine Toyota adotterà un millesei da 110 cavalli fornito da PSA Peugeot-Citroën. Non mancheranno, infine, nel 2008, la nuova Cabrio e l'ormai irrinunciabile versione sportiva firmata John Cooper Works.

