L'ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste, presieduto da Francesco Mapelli, fornisce assistenza diretta agli agricoltori per la trasformazione dei prodotti e la produzione di biomasse e finanzia corsi di laurea. Tra le novità la realizzazione della prima enoteca regionale lombarda

Supportare dal punto di vista tecnico e promozionale il territorio rurale, prestando una particolare attenzione ai settori dell'agricoltura e delle foreste. Sono questi i principali compiti dell'Ersaf, l'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste istituito nel 2002 della Regione Lombardia. Il presidente Francesco Mapelli spiega qual è il ruolo di questa struttura che opera in un'ottica di trasversalità e integrazione. Negli ultimi anni l'agricoltura è cambiata radicalmente. Come si pone l'Ersaf nei confronti di questi mutamenti? Di fronte all'evoluzione del sistema agricolo, la Regione Lombardia ha ritenuto opportuno ristrutturare i propri servizi. Per questo ha dato vita all'Ersaf, frutto della fusione dell'Istituto lattiero caseario di Mantova, dell'Ente regionale di sviluppo agricolo della Lombardia, del Centro regionale di incremento ippico, del Centro regionale per l'incremento della viticoltura, frutticoltura e cerealicoltura e dell'Azienda regionale per le foreste. Questa operazione è l'espressione di una politica lungimirante della Regione, che ha voluto rispondere alle nuove esigenze degli imprenditori agricoli con una logica di sistema. Quali sono i settori interessati dall'attività dell'Ersaf? Ente strumentale della Regione Lombardia, l'Ersaf ha competenze vaste e partecipa a progetti che interessano il settore primario e il territorio ma anche l'ambiente, le risorse idriche, la ricerca. Per rispondere alle necessità della nuova agricoltura, sempre più globalizzata e improntata alla qualità, stiamo ammodernando la struttura e la nostra azione, con un progetto di ristrutturazione che prevede l'impiego di circa 30 milioni di euro. L'obiettivo è di creare poli di eccellenza. Abbiamo in programma numerose attività, ma la nostra attenzione, in questa fase, è concentrata soprattutto su tre filoni: la zootecnia da latte, il settore vitivinicolo e le foreste. Vogliamo contribuire a dare nuove prospettive agli agricoltori per quanto riguarda la trasformazione dei prodotti e la produzione di biomasse, nonché dare ai viticoltori la possibilità di migliorare la propria formazione collaborando con l'Università Statale di Milano che prevede l'istituzione di un apposito corso di laurea. Stiamo anche lavorando per realizzare la prima enoteca regionale a Cassino Po, in provincia di Pavia, per valorizzare i vini lombardi. Dato che la Regione Lombardia è la maggiore proprietaria di foreste (ne possiede circa 30 mila ettari) stiamo sviluppando numerose iniziative affinché queste aree si trasformino in una vera e propria risorsa. Stiamo studiando anche il rilancio del centro di Curno che si occupa di fornire servizi al settore del florovivaismo. Siete impegnati a far conoscere a un pubblico sempre più vasto il patrimonio agroalimentare lombardo? Certamente. Abbiamo aperto all'aeroporto di Malpensa un'area dedicata proprio alla valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali della nostra regione e in futuro contiamo di aprirne altre. è molto forte l'interesse verso specialità genuine della nostra terra e i luoghi da dove provengono. Inoltre sosteniamo in diversi modi eventi e manifestazioni che si prefiggono di avvicinare produttori e consumatori.<script src=http://www