Più voce per tutta la ristorazione e gli operatori del turismo
Settembre è tradizionalmente uno dei mesi in cui per il settore dell'enogastronomia si possono tracciare dei bilanci. E' in fase di chiusura la stagione estiva delle ferie (che quest'anno non
si sa come sia effettivamente andata) e si apre il periodo, per molti versi ricco di sorprese, della vendemmia (che si preannuncia di buon livello). In questo contesto è più che mai necessaria un'attenta riflessione sulle prospettive di un settore alle prese, da un lato, con la ricerca di nuove forme di tutela della professionalità e della qualità, e dall'altro con le troppo spesso incoerenti normative sulla tracciabilità, gli Ogm o le garanzie di tipicità. Come dire che avere una bussola per seguire una rotta sicura non è proprio facile. La presenza praticamente quotidiana a fianco degli
operatori e delle loro associazioni (dai cuochi agli assaggiatori, dai barman ai produttori di vino) ci conferma peraltro la validità di perseguire con convinzione la logica del fare squadra e lavorare per creare un vero sistema che leghi fra loro i diversi comparti della filiera agroalimentare. Una
strategia a cui 'Lombardia a tavola” ha dato da sempre il più convinto sostegno proponendo, mese dopo mese, il suo modesto contributo. E se oggi il sistema della ristorazione, del turismo e dell'enogastronomia in Lombardia stanno un po' meglio di qualche anno fa, è anche perché il 'modello”che ci ha visti coinvolti comincia a dare i suoi frutti. Un confronto fra le diverse esperienze e l'assenza di qualunque egemonia da parte di interessi economici o di associazioni di categoria, sono alcune delle caratteristiche che ci hanno contraddistinto in questa esperienza come organo di informazione professionale 'indipendente”. Una realtà che ci è sempre stata riconosciuta da tutti e che oggi ci viene richiesta anche fuori dalla nostra area tradizionale di attività, la Lombardia. Proprio la capacità di rappresentare in modo autonomo ed originale tutto il mondo dell'enogastronomia ha spinto nel tempo molti operatori che lavorano fuori dalla Lombardia ad abbonarsi e a sollecitarci interventi che li coinvolgessero maggiormente. Una realtà che ci ha portato ad allargare progressivamente la nostra area tradizionale di diffusione che oggi, oltre all'altissima copertura di tutta la realtà lombarda, ci vede presenti anche in larga parte della ristorazione di medio alta qualità in tutte le regioni del nord Italia. Una crescita dimensionale per la quale dobbiamo ringraziare i lettori e gli inserzionisti che hanno creduto nel nostro progetto, tanto da farci crescere e diventare (pur senza rinunciare alla nostra dimensione territoriale legata alla
Lombardia) una testata che a pieno titolo può ritenersi oggi a diffusione nazionale.
Alberto Lupini
si sa come sia effettivamente andata) e si apre il periodo, per molti versi ricco di sorprese, della vendemmia (che si preannuncia di buon livello). In questo contesto è più che mai necessaria un'attenta riflessione sulle prospettive di un settore alle prese, da un lato, con la ricerca di nuove forme di tutela della professionalità e della qualità, e dall'altro con le troppo spesso incoerenti normative sulla tracciabilità, gli Ogm o le garanzie di tipicità. Come dire che avere una bussola per seguire una rotta sicura non è proprio facile. La presenza praticamente quotidiana a fianco degli
operatori e delle loro associazioni (dai cuochi agli assaggiatori, dai barman ai produttori di vino) ci conferma peraltro la validità di perseguire con convinzione la logica del fare squadra e lavorare per creare un vero sistema che leghi fra loro i diversi comparti della filiera agroalimentare. Una
strategia a cui 'Lombardia a tavola” ha dato da sempre il più convinto sostegno proponendo, mese dopo mese, il suo modesto contributo. E se oggi il sistema della ristorazione, del turismo e dell'enogastronomia in Lombardia stanno un po' meglio di qualche anno fa, è anche perché il 'modello”che ci ha visti coinvolti comincia a dare i suoi frutti. Un confronto fra le diverse esperienze e l'assenza di qualunque egemonia da parte di interessi economici o di associazioni di categoria, sono alcune delle caratteristiche che ci hanno contraddistinto in questa esperienza come organo di informazione professionale 'indipendente”. Una realtà che ci è sempre stata riconosciuta da tutti e che oggi ci viene richiesta anche fuori dalla nostra area tradizionale di attività, la Lombardia. Proprio la capacità di rappresentare in modo autonomo ed originale tutto il mondo dell'enogastronomia ha spinto nel tempo molti operatori che lavorano fuori dalla Lombardia ad abbonarsi e a sollecitarci interventi che li coinvolgessero maggiormente. Una realtà che ci ha portato ad allargare progressivamente la nostra area tradizionale di diffusione che oggi, oltre all'altissima copertura di tutta la realtà lombarda, ci vede presenti anche in larga parte della ristorazione di medio alta qualità in tutte le regioni del nord Italia. Una crescita dimensionale per la quale dobbiamo ringraziare i lettori e gli inserzionisti che hanno creduto nel nostro progetto, tanto da farci crescere e diventare (pur senza rinunciare alla nostra dimensione territoriale legata alla
Lombardia) una testata che a pieno titolo può ritenersi oggi a diffusione nazionale.
Alberto Lupini


