Secondo i dati Istat il valore totale delle importazioni in Italia dal Cile nel 2004 è stato di 1.287 milioni di euro contro i 1.017 dell'anno precedente, con una crescita del 26,5%. I due principali settori alimentari d'importazione sono il pesce e la frutta fresca. Nel 2004 hanno raggiunto, rispettivamente, un valore di 23 e 80 milioni di euro. L'anno scorso l'Italia era l'ottavo partner commerciale del Cile e il terzo in Europa. Hugo Lavados, direttore generale di Pro-Chile, l'Ente per la promozione dell'export del ministero degli Esteri, e il console generale in Italia Eliana Merlet, incontrando la stampa a Milano, hanno ricordato che l'Italia importa pesce per oltre 2,4 miliardi di euro all'anno, a causa della ridotta disponibilità di pesca nei Paesi europei. Gli acquisti dal Cile riguardano soprattutto crostacei e molluschi freschi, surgelati e in conserva, seguiti da merluzzo, salmone del Pacifico, e capesante congelate. Il Cile (che occupa il sesto posto nella classifica italiana generale dei fornitori esteri di frutta fresca) è inoltre il primo Paese fornitore in contro stagione per uva, mele e kiwi, il secondo per frutti di bosco (more, fragole e mirtilli), il terzo per le pere, il quarto per le prugne e il quinto per le ciliege. Una straordinaria crescita d'interesse degli italiani è rivolta al vino cileno (bianchi e rossi della Regione Central). L'export, dal 2003 al 2004, ha avuto un incremento in valore del 36%, passando da 1,8 a 2,4 milioni di euro. Tuttavia, esso rappresenta solo lo 0,1% dei consumi medi annui di vini in Italia, nella fascia medio-alta del mercato. Attualmente in Italia sono 23 le cantine cilene presenti con i loro vini, che hanno collezionato, insieme agli oli extra vergine d'oliva, riconoscimenti al recente Vinitaly, al Sol 2005 e al Cibus di Parma.