La Slovenia, che dal 1° maggio 2004 è entrata a far parte della UE, nei primi tre mesi di quest'anno è stata visitata da 338.071 turisti, ossia il 3% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il maggior numero di presenze è stato registrato dagli Italiani (7%), seguiti dagli Austriaci, Croati, Tedeschi, Inglesi e Francesi. Il confine sloveno dista solo 400 km. da Milano, 230 da Vienna, 240 da Budapest. In Slovenia, grazie a rapidi spostamenti consentiti da moderne autostrade, si può sciare la mattina in montagna e bagnarsi al sole del litorale nel pomeriggio, visitare le grotte di Postumia e di San Canziano nel mondo carsico e nello stesso giorno girare per Lubiana, la capitale, e assistere agli spettacoli di musica etnica, latina, rock e jazz, balletti, musical del Festival d'estate, o curarsi in uno dei tanti centri termali del Paese. Ubicata tra le alpine Austria e Italia, la pianeggiante Ungheria, il mare Adriatico e la Croazia, derivano dalle tre grandi culture (pannonica, alpina e mediterranea) anche i piatti della cucina slovena. Sul litorale, benché di soli 45 km., è possibile una vasta scelta di pesci e frutti di mare. La Slovenia è anche un Paese vinicolo diviso in: il Litorale con le zone a vigneti di Primorska (rossi e bianchi), il Carso (con il conosciuto Teran), Capodistria (con Moscato giallo e Malvasia), Vipava (con Zelen e Pinela), Collio sloveno (con Ribolla, Tokai, Merlot), la Valle della Sava, dove vi servono il leggero Cviecek rosso e la Valle della Drava con le zone vinicole di Maribor (Riesling renano e italico, Cabernet, Sauvignon e Rulander) e dove esiste la vite più antica del mondo che, nonostante i suoi anni, è tuttora attiva.