L'Oltrepò ha la forma di un grappolo d'uva, quasi che il terreno suggerisse la propria vocazione. Dalla riva destra del Po si spinge come un cuneo sino all'Appennino ligure-emiliano e il tratto collinare è il regno della vite per una produzione tra le più importanti d'Italia.
Questo è anche il regno della Strada del Vino e dei Sapori dell'Oltrepò Pavese, che conta il maggior numero di soci tra le strade dei sapori lombarde, più di 130. Di questi oltre la metà sono aziende agricole e cantine produttrici di vino, un numero che copre circa il 70% delle le aziende vitivinicole della zona. La produzione vanta ben 19 tipologie di vini Doc, dal rinomato Bonarda al Moscato, dal Sangue di Giuda allo Spumante, riuniti nel Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.
Rivestono un certo ruolo anche le strutture ricettive e di ristorazione, circa 30.
Manca invece una rappresentanza più nutrita di singoli produttori delle tipicità locali, nonostante la presenza delle associazioni degli agricoltori. In particolare ci stupisce di non trovare il Consorzio di Tutela del Salame di Varzi Doc, originario proprio di questi luoghi.
Il legame con i sapori del territorio è comunque garantito dalla partecipazione dell'associazione alle fiere del settore agroalimentare. Questo è possibile grazie al supporto di PaviaMostre, l'azienda speciale della Camera di commercio di Pavia che promuove la conoscenza e la diffusione delle produzioni alimentari e vinicole. Tra le manifestazioni nazionali va ricordato l' 'Autunno Pavese”, salone e mostra-mercato agro-alimentare giunto quest'anno alla 52ª edizione.
Nata nel 2000, la Strada ha concluso l'iter istituzionale solo nel 2002. Un'associazione giovane che deve compiere ancora molti passi.
Le intenzioni ci sono tutte. Il vice presidente Lino Lugano ci racconta che sono stati individuati cinque itinerari e ora si sta provvedendo a disporre la cartellonistica lungo i tracciati, nonché a creare una rete informativa tra i soci. Inoltre è in preparazione una guida in tre lingue, il cui impianto è stato presentato al Vinitaly di Aprile. Circa 130 pagine per un vero e proprio 'manuale d'uso” dell'Oltrepò. Infine il dottor Lugano ci informa di un progetto importante: la creazione di una società ad hoc che favorisca l'incoming nel pavese. Da un lato le agenzie di viaggio già esistenti si concentrano solo outgoing, mentre questo strumento proprio della Strada permetterà di creare dei tour promozionali incentrati sulla cultura enogastronomica. Dall'altro lato c'è la questione dell'Apt, che all'atto dell'elezione dei responsabili della Strada, dunque solo due anni fa, era stata individuata come ponte naturale con il mondo del turismo.
Oggi la situazione è ben cambiata: secondo la nuova legge regionale le Apt diventando presto enti provinciali, restringendo così le loro competenze. Con un futuro ignoto quella di Pavia non si può impegnare in un rapporto di collaborazione duratura né con la Strada dei Sapori né con il Consorzio di Tutela dei vini.


Elena Zimbelli