Nuova grana per la Ue: Grana e prosciutto di Parma
Dopo quella del "parmesan" un'altra questione relativa alle denominazioni d'origine italiane è giunta all'esame della Corte di Giustizia dell'Ue. Si tratta in particolare di due cause concernenti il luogo di preparazione dei prodotti dop (nello specifico grana padano e prosciutto di Parma). Ad investire la Corte europea sono la Cassazione francese e la House of Lords della Gran Bretagna. In pratica - spiega la Confagricoltura - si chiede: dove va grattugiato il grana padano? Dove va affettato il prosciutto di Parma? Deve essere fatto solo nei luoghi di origine dei prodotti, o può essere effettuato anche nei luoghi di vendita all'estero? In attesa delle conclusioni dell'Avvocatura Generale attese per la fine di aprile, la Confagricoltura sottolinea che il rafforzamento e la rigorosa tutela delle denominazioni d'origine strettamente legata al territorio, corrisponde all'interesse del sistema agroalimentare italiano, nell'ambito del quale le produzioni di qualità hanno già un'incidenza del 10-15%. L'Organizzazione degli imprenditori agricoli sottolinea pure che la rigorosa tutela delle denominazioni di origine assume un rilievo ancor più importante in vista del negoziato Wto a Ginevra, dove si discuterà anche della richiesta dell'Unione europea, sostenuta dall'Italia, di istituire un registro multilaterale per la difesa delle denominazioni di origine a livello mondiale.

