Finalmente il nostro settore registra delle novità in positivo a livello associativo: alcune delle più importanti sigle (per numero di iscritti e per iniziative realizzate) sembrano tutte concordi nel segnalare una crescita che non può che fare piacere.
Da anni 'Lombardia a tavola” va segnalando, per fortuna non inascoltata, la necessità di irrobustire le strutture organizzative e di rappresentanza di un settore che negli anni passati era 'debole” proprio per la sua divisione e la scarsa capacità di fare massa critica. Stando a quanto abbiamo potuto registrare nelle scorse settimane questa realtà apparterrebbe però ormai solo alla storia passata. I cuochi, come i sommelier, gli assaggiatori o i barman (per citare solo alcune categorie),  sembrano in particolare tutti d'accodo nell'annunciare numeri di iscritti in forte ascesa a dimostrazione di un più largo consenso di base. E ciò mentre Confcommercio o Confesercenti irrobustiscono le rispettive iniziative.
La scelta della qualità e della tutela professionale sta in particolare premiando gli sforzi fatti dai vari dirigenti per una maggiore presenza su tutto il territorio.
Un esempio concreto è quello della Fic (la federazione dei cuochi) che in occasione del congresso nazionale di Palermo ha di fatto celebrato il record dei 18mila iscritti e, soprattutto, del raggiungimento di 120 associazioni provinciali. Un risultato che costituisce un'ottima base per nuove possibilità di sviluppo, a tutto vantaggio della categoria e, alla fine, dei consumatori. E' proprio partendo da questa situazione che ci è sembrato giusto rendere un dovuto omaggio alla Fic richiamandoci esplicitamente nel titolo a quanto riportava la prima pagina della rivista il Cuoco: 'Sempre più grandi!”. L'augurio che facciamo al presidente Paolo Caldana ed al segretario Gian Paolo Cangi (e con loro ai dirigenti lombardi) è che proseguano in questa strada avendo sempre per obiettivo la professionalità e la tutela del consumatore.
E come per gli chef, analoghi successi riguardano oggi altre categorie. Sommelier o assaggiatori (che accomuniamo al di là delle sigle di appartenenza) registrano ad esempio il tutto esaurito ai corsi che organizzano nelle varie città lombarde. Per Ais, Onav, Anag, Onaf o Adid è davvero un momento d'oro che tiene conto di un'accresciuta cultura dell'opinione pubblica verso il tema dell'enogastronomia, nonché di una riconosciuta affidabilità ed autorevolezza delle diverse organizzazioni. In un panorama positivo resta solo l'incertezza di un comparto, pure fondamentale, come quello delle pizzerie che non riesce ancora ad esprimersi in modo unitario, frazionato com'è in troppe associazioni.
A questo punto l'augurio (a cui la redazione di 'Lombardia a tavola” unisce quelli anticipati di un sereno Natale e di buon 2003) è quello che dalla crescita a livello di associati derivi più forza e rappresentatività ad un settore sempre più centrale nella nostra società.

Alberto Lupini