Le produzioni biologiche sono quelle ottenute applicando il metodo stabilito dal regolamento comunitario 2092/91, che detta norme in campo agricolo, per l'allevamento del bestiame e per la trasformazione ed etichettatura dei prodotti. Il sistema di produzione consente di ottenere prodotti di origine vegetale ed animale con tecniche che mettono al primo posto la salvaguardia della salute dell'uomo, dell'ambiente e il benessere animale. Le pratiche agricole per la fertilizzazione e la difesa prevedono l'utilizzo di sostanze organiche e di origine naturale, senza il ricorso a sostanze chimiche di sintesi. L'allevamento si basa su una gestione che consenta una vita sana all'animale, alimentato secondo le esigenze nutrizionali e non per massimizzare le produzioni. Inoltre, per ottenere produzioni biologiche non è consentito utilizzare organismi geneticamente modificati e loro derivati, vietati dal regolamento. I prodotti biologici, per essere commercializzati, necessitano, a garanzia della loro provenienza da aziende operanti in conformità al regolamento comunitario, di una certificazione rilasciata da organismi privati di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Sul mercato i prodotti biologici si identificano dall'indicazione 'Agricoltura Biologica–Regime di controllo Ce” e, recentemente, anche da un marchio comunitario. In etichetta devono comparire il nome o il codice del produttore o del trasformatore, il nome o il codice dell'organismo di controllo e l'autorizzazione ministeriale concessa, oltre che il codice alfa-numerico che autorizza il lotto produttivo. N
el comparto agricolo della Lombardia un ruolo particolarmente rilevante sta assumendo proprio il sistema produttivo biologico, in termini sia di produzione, sia di trasformazione. Il progressivo affermarsi delle produzioni biologiche è un fatto ormai consolidato e reso evidente dai "numeri" del settore. In Lombardia, dal 1993 al 2000, il numero degli operatori biologici è passato da 117 a 1250, con un parallelo aumento della superficie agricola interessata, che attualmente è di oltre 12.000 ettari. In totale sono 16.728 gli ettari lombardi in cui viene applicato il metodo di produzione biologico: circa il 60% è biologico a pieno titolo, mentre il 40% è ancora in fase di conversione (la maggior parte nelle province di Pavia, Como, Lecco e Sondrio). In Lombardia sono presenti tutte le principali categorie di colture. Foraggi e cereali biologici soprattutto nelle province di Brescia, Como, Lecco e Pavia, mentre le produzioni ortofrutticole rivestono particolare importanza nelle province di Bergamo, Brescia e Mantova; la viticoltura biologica ha il suo centro principale nella provincia di Pavia. Il confronto tra i dati nazionali e quelli lombardi mette in evidenza come nella nostra regione ci sia un elevato numero di preparatori, mentre quello dei produttori è inferiore alla media. Ciò conferma l'andamento nazionale di questi ultimi anni, che ha visto le regioni del sud imporsi per numero di aziende produttrici e superfici coinvolte e quelle del nord prevalere nello sviluppo delle aziende impegnate nella trasformazione e nella distribuzione dei prodotti biologici. Diversi fattori hanno contribuito alla crescita del biologico in Italia e in Lombardia. Tra i principali: l'applicazione del regolamento 2078/92, che ha erogato incentivi agli agricoltori che hanno sottoscritto gli impegni quinquennali di introduzione o mantenimento del metodo biologico; le opportunità, economiche e di qualificazione delle produzioni, offerte dal settore in zone marginali o svantaggiate dal punto di vista ambientale; la maggior richiesta dei consumatori, sempre più orientata a prodotti certificati in grado di garantire elevate caratteristiche di salubrità. Un'opportunità di ulteri