La maxi fiera Bologna-Rimini si farà: più capitale sociale dalla Regione
Il governatore Bonaccini si è impegnato ad aumentare la partecipazione azionaria della Regione nel capitale sociale (senza però ufficializzare in che misura). Obiettivo: arrivare all'integrazione entro maggio 2021
Questo matrimonio “s’ha da fare”. Dopo l’annuncio a metà dicembre, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini passa dalle parole ai fatti e alza la posta per accelerare la fusione di BolognaFiere e Ieg Expo di Rimini: nell'incontro con i sindaci di Bologna, Virginio Merola, e di Rimini, Andrea Gnassi, Bonaccini si è impegnato ad aumentare la partecipazione azionaria della Regione nel capitale sociale (senza però ufficializzare in che misura) e a sostenere il progetto industriale per la creazione di un'unica grande società fieristica.

L’obiettivo è riappacificare i due “promessi sposi” e rispettare il termine di arrivare all'integrazione entro maggio 2021. Evitando soprattutto uno strappo in un momento così critico per il settore fieristico che vede anche i due poli emiliano e romagnolo alle prese con bilanci 2020 più che dimezzati dalla pandemia e la prospettiva di dover aspettare il 2024 per tornare ai numeri pre-Covid. Soprattutto per sostenere anche le importanti fiere italiane come ad esempio il Sigep e il Sana, per citarne alcune. Ma non solo, basti pensare all'indotto degli alberghi e dei servizi associati alle fiere.
Difficile l'accordo sugli assetti societari
Perché se le 2 società avevano, infatti, firmato un accordo non vincolante lo scorso ottobre per costruire un'integrazione sulla base di un rapporto di concambio paritetico da finalizzare nel giro di 7 mesi, poi hanno cominciato a litigare non trovando l’accordo sui possibili assetti societari della maxi-fiera: Bologna vuole una fusione per incorporazione, Ieg (nata a sua volta nel 2016 dall'unione delle fiere di Rimini e Vicenza e quotata da giugno 2019) una holding.
La svolta “decisiva”
Con questo intervento, come dice il governatore nella nota ufficiale all'uscita del tavolo con i sindaci Merola e Gnassi, dovremmo essere vicini alla «svolta decisiva nel percorso di aggregazione tra i quartieri fieristici di Bologna e Rimini».
«L'obiettivo è realizzare un gruppo leader a livello nazionale e internazionale del settore (prima società in Italia, terza in Europa) – rimarca la Regione - La nuova Fiera rappresenta un asset strategico non soltanto per l'Emilia-Romagna, ma per l'intero Paese, a sostegno del Made in Italy e dell'internazionalizzazione delle imprese del territorio».
C'è l'accordo sulle poltrone
Speriamo che sia così, perché l'ipotesi di fusione per incorporazione di Bologna nella nuova Ieg a tre (Bologna con Rimini e Vicenza) non piace infatti a Gnassi e soci, la cui ultima proposta era invece una holding guidata da un amministratore di nomina regionale, con la garanzia che le quote degli azionisti pubblici sarebbero state tutelate da un patto vincolate per 9 anni. Termine che però cozza con le regole della Consob che impone un limite di 3 anni ai patti parasociali per le quotate.
L’accordo ci sarebbe, sembrerebbe, per quanto riguarda le cariche: la presidenza della newco dovrebbe toccare a Rimini (e il sindaco Gnassi, il cui mandato comunale scade quest'anno, è il più quotato per il ruolo), la vicepresidenza a Bologna e sono previsti 2 amministratori delegati per non scontentare gli attuali manager alla guida di BolognaFiere (Antonio Bruzzone) e di Ieg (Corrado Peraboni).

L'obiettivo è realizzare un gruppo leader a livello nazionale e internazionale 24 Ore, foto d'archivio
Riappacificazione per salvare il settoreL’obiettivo è riappacificare i due “promessi sposi” e rispettare il termine di arrivare all'integrazione entro maggio 2021. Evitando soprattutto uno strappo in un momento così critico per il settore fieristico che vede anche i due poli emiliano e romagnolo alle prese con bilanci 2020 più che dimezzati dalla pandemia e la prospettiva di dover aspettare il 2024 per tornare ai numeri pre-Covid. Soprattutto per sostenere anche le importanti fiere italiane come ad esempio il Sigep e il Sana, per citarne alcune. Ma non solo, basti pensare all'indotto degli alberghi e dei servizi associati alle fiere.
Difficile l'accordo sugli assetti societari
Perché se le 2 società avevano, infatti, firmato un accordo non vincolante lo scorso ottobre per costruire un'integrazione sulla base di un rapporto di concambio paritetico da finalizzare nel giro di 7 mesi, poi hanno cominciato a litigare non trovando l’accordo sui possibili assetti societari della maxi-fiera: Bologna vuole una fusione per incorporazione, Ieg (nata a sua volta nel 2016 dall'unione delle fiere di Rimini e Vicenza e quotata da giugno 2019) una holding.
La svolta “decisiva”
Con questo intervento, come dice il governatore nella nota ufficiale all'uscita del tavolo con i sindaci Merola e Gnassi, dovremmo essere vicini alla «svolta decisiva nel percorso di aggregazione tra i quartieri fieristici di Bologna e Rimini».
«L'obiettivo è realizzare un gruppo leader a livello nazionale e internazionale del settore (prima società in Italia, terza in Europa) – rimarca la Regione - La nuova Fiera rappresenta un asset strategico non soltanto per l'Emilia-Romagna, ma per l'intero Paese, a sostegno del Made in Italy e dell'internazionalizzazione delle imprese del territorio».
C'è l'accordo sulle poltrone
Speriamo che sia così, perché l'ipotesi di fusione per incorporazione di Bologna nella nuova Ieg a tre (Bologna con Rimini e Vicenza) non piace infatti a Gnassi e soci, la cui ultima proposta era invece una holding guidata da un amministratore di nomina regionale, con la garanzia che le quote degli azionisti pubblici sarebbero state tutelate da un patto vincolate per 9 anni. Termine che però cozza con le regole della Consob che impone un limite di 3 anni ai patti parasociali per le quotate.
L’accordo ci sarebbe, sembrerebbe, per quanto riguarda le cariche: la presidenza della newco dovrebbe toccare a Rimini (e il sindaco Gnassi, il cui mandato comunale scade quest'anno, è il più quotato per il ruolo), la vicepresidenza a Bologna e sono previsti 2 amministratori delegati per non scontentare gli attuali manager alla guida di BolognaFiere (Antonio Bruzzone) e di Ieg (Corrado Peraboni).

