Italian Taste Summit, evento dedicato al mondo del vino, si svolgerà il 13 e 14 aprile tra le Possessioni Serego Alighieri di Sant'Ambrogio di Valpolicella (Vr) e Masi Tenuta Canova di Lazise (Vr). 

Joanna Mirò Italian Taste Summit: in Veneto si incontrano cantine d'eccellenza
Joanna Miro

Italian Taste Summit: il vino in tutte le sue forme 

Si tratta di un appuntamento nato nel 2019 grazie a una “donna del vino” appassionata di made in Italy, Joanna Miro, per valorizzare e aumentare la percezione del brand di cantine d’eccellenza, diverse per provenienza geografica e dimensioni ma accomunate dal profondo legame con il proprio terroir e le sue tradizioni – vitivinicole e non solo. 

Un obiettivo che si concretizza mettendo le cantine in contatto con una selezione di buyer internazionali con cui possono fissare un calendario di appuntamenti disegnato sulle rispettive esigenze. Non solo però. Italian Taste Summit ha anche lo scopo di fornire nuovi spunti di riflessione su tematiche che spaziano dall’enologia al marketing, nell’ottica dell’innovazione e di una conoscenza sempre più indispensabile per essere competitivi sul mercato globale.

Enologia e neuromarketing 

L’evento si aprirà il 13 mattina con il Summit “Enologia e Neuroselling: dalla scienza moderna le nuove vie per la qualità della tipicità territoriale e della sua promo in Export, che svelerà i componenti del terroir che generano davvero l'identità di un vino e le tecniche di vendita e comunicazione basate sulle ultime ricerche in campo neuroscientifico.

Ad approfondire queste tematiche saranno due tra i maggiori esperti di Enologia e di Neuromarketing e Neuroselling, i Professori Maurizio Ugliano e Vincenzo Russo. Il primo, docente di Tecnologie e processi enologici e Wine Identity and Typicality presso l'Università degli Studi di Verona, racconterà e dimostrerà dal vivo gli ultimi sviluppi della ricerca riguardanti diversi aspetti legati all'espressione delle caratteristiche di identità, tipicità e terroir di un vino. 

 

Pranzo di gala con Giacomo Sacchetto 

Il pranzo di gala sarà firmato dal giovane Giacomo Sacchetto, cresciuto nelle cucine di Norbert Niederkofler e Giancarlo Perbellini e ora alla guida del suo La Cru di Grezzana, a una ventina di chilometri da Verona, dove dà vita una cucina che definisce «ricercata, territoriale, concreta ». Amore e rispetto per il territorio e per i suoi prodotti l’hanno portato ad ottenere accanto alla classica stella Michelin anche una stella verde, assegnata ai locali che si distinguono per l’attenzione alla sostenibilità.