Ultimi giorni per visitare fino al 7 gennaio 2022 la mostra Omaggio a Virgilio Guidi a Venezia presso la Galleria Giorgio Franchetti. Inserita nella programmazione ufficiale delle celebrazioni per i 1600 anni della fondazione della città, nell’imponente secondo piano della Ca’ d’Oro con la vista sul loggiato affacciato sul Canal Grande sono esposte opere dipinte un secolo fa dal maestro veneziano che ebbe notevole influenza sullo stile pittorico dell’epoca. I curatori della mostra hanno messo a dialogare queste opere di inizio ‘900 con altri capolavori del Rinascimento Italiano, come ritratti di Sebastiano del Piombo, Tintoretto e Bonifacio de’ Pitati e due piccole e rare vedute di Francesco Guardi, oltre ad alcune nature morte fiamminghe già presenti nella collezione permanente della Galleria.

La mostra aperta fino al 7 gennaio Venezia, alla Galleria Franchetti una mostra omaggio a Virglio Guidi
La mostra aperta fino al 7 gennaio

 

Un occhio anche alla Ca' d'Oro

La mostra è anche l’occasione per visitare la Ca’ d’Oro, uno dei più noti edifici monumentali di Venezia con la più celebrata facciata sul Canal Grande: costruita in forme gotiche all’inizio del Quattrocento per il procuratore Marino Contarini da maestranze lombarde passò poi di proprietà in proprietà fino al principe Troubetzkoj e a una ballerina. Fu acquistato nel 1895 dal barone Giorgio Franchetti, mecenate e collezionista, che avviò un importante restauro nel 1916 per poi farne donazione allo Stato italiano insieme una ricca collezione di opere d’arte che formò la dotazione iniziale della galleria che porta il suo nome.

Al primo piano della Galleria una cappella con rivestimento marmoreo alle pareti e un bellissimo soffitto ligneo quattrocentesco a cassettoni dorati intagliati con tondi riporta nell’edicola la tempera su tela dipinta da Andrea Mantegna all’inizio del ‘500 con la raffigurazione di San Sebastiano.

 

Tra le opere più notevoli esposte il trittico con l’Annunciazione, Visitazione e Transito della Vergine di Vittor Carpaccio; sculture di arte lombarda; medaglie; sculture e rilievi; dipinti di scuola italiana; una Madonna col bambino di Jacopo Sansovino; quattro arazzi fiamminghi del ‘500. Da ammirare al piano superiore tre grandi tele: la Venere e lo specchio di Tiziano, il ritratto del procuratore Niccolò Priuli di Jacopo Tintoretto e un ritratto di gentiluomo di Antonio Van Dyck.

Imperdibile è la vista della loggia sul Canal Grande, così come spettacolare è il cortile in parte coperto e con accesso dall’acqua al piano terra: al centro si trova una vera da pozzo in marmo rosso di Verona di inizio ‘400 con figure allegoriche. La pavimentazione è un ornato mosaico voluto e in parte eseguito dallo stesso barone a imitazione di quello della basilica di San Marco. Le pareti sono rivestite da formelle di marmo greco e rosso veronese mentre un cippo antico copre un’urna romana dove sono conservate le ceneri di Giorgio Franchetti, morto suicida nel 1922.