Edizione speciale quella di quest’anno che, nella visione di Milano ma non solo, dovrebbe essere un appuntamento trainante della candidatura olimpica di Milano-Cortina 2026.

(Salone del Mobile, taglio del nastro Conte: «Milano capitale del design»)

Giuseppe Conte - vittima anche di una gaffe commessa da una delle hostess che lo ha richiamato, senza riconoscerlo, a non toccare le opere - ha espresso parole molto sentite nei confronti della manifestazione meneghina: «La capitale mondiale del design - ha detto - Milano è una città che inorgoglisce perché con fiducia e consapevolezza nelle potenzialità che il tessuto produttivo sa esprimere, è una città che opera con successo anche nei mercati internazionali, che esprime una forte capacità attrattiva nei confronti degli imprenditori, degli operatori economici e dei turisti. Qui lavorano le migliori maestranze del settore manifatturiero, si concentra il meglio dell'artigianato, dell'industria e del Made in Italy. La filiera legno arredo contamina altri settori e promuove un'idea di sistema, siamo di fronte a un modello virtuoso, a un'Italia che funziona».

(Salone del Mobile, taglio del nastro Conte: «Milano capitale del design»)
Giuseppe Sala e Attilio Fontana

Il sindaco Sala coglie l’assist e rilancia: «Manca poco. Sapremo fra un paio di mesi se abbiamo ottenuto le Olimpiadi invernali del 2026. E dovete promettercelo: se le portiamo a casa dovete fare un Salone del Mobile a 5 cerchi». Presente all’inaugurazione anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: «Questo evento mostra tutti i tratti peculiari della tradizione lombarda del “fare impresa”: l'abilità e la sapienza dei maestri artigiani lombardi unite alla spinta verso l'innovazione».

(Salone del Mobile, taglio del nastro Conte: «Milano capitale del design»)
Vincenzo Boccia

E per il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, «al Salone c'è l'Italia del presente e del futuro. Qui c'è un settore che è l'orgoglio di un pezzo dell'industria dell'Italia e che riesce a incrementare l'export anche in Cina. È lo specchio dell'industria italiana, un'industria che fa della bellezza un asset importante e di questo noi siamo particolarmente orgogliosi».