Vogliono piuttosto condividere consapevolmente le acquisizioni scientifiche in grado di migliorare la loro qualità di vita. È questo, in sintesi, quanto emerso nel corso della presentazione alla stampa del convegno “A tavola per prevenire, a tavola per guarire”, in programma sabato 3 febbraio a Milano, Palazzo Marino.

Giorgia Mangili, Valentina Di Mattei e Mauro Grimoldi (Eat, insieme contro il cancro a Milano Un giorno tra cucina e prevenzione)
Giorgia Mangili, Valentina Di Mattei e Mauro Grimoldi (psicologo)

Organizzata dalla Onlus Salute allo Specchio e dalla Casa dei Diritti del Comune di Milano, e sponsorizzata da Esselunga, la giornata avrà l’obiettivo di guidare il pubblico nel mondo dell’alimentazione sana e della prevenzione oncologica, grazie al contributo dei ricercatori del Policlinico San Donato, dell’Ospedale San Raffaele, dell’Istituto nazionale dei tumori e dell’Istituto europeo di oncologia.

«Le questioni poste dai pazienti oncologici - dichiara Valentina Di Mattei, psicologa dell’Università Vita-Salute San Raffaele e vice presidente di Salute allo Specchio - ci hanno aiutato a capire che serviva un approccio nuovo alla malattia. Quando una donna che sta per affrontare la chemioterapia domanda, come prima cosa, quali danni estetici andrà a subire, dobbiamo sapere in che modo dare credito al dramma e alla richiesta di attenzione che abitano quella domanda. Per poi ascoltare e dar voce ai pazienti, mettendo da parte per sempre la mentalità che li vorrebbe semplici oggetti da terapia».

«Purtroppo, una simile mentalità è ancora troppo poco diffusa tra i colleghi». E se lo afferma un’esperta come Giorgia Mangili, responsabile del reparto di ginecologia oncologica del San Raffaele, non si può che assentire. «Noi medici siamo troppo focalizzati sulla malattia e tendiamo a dimenticarci dei bisogni profondi delle persone e della loro complessità organica. Persone che, in condizioni di particolare debolezza, troppo spesso sono vittime dei miti terapeutici disseminati, irresponsabilmente, da mass media e social network: mi riferisco alle famigerate diete guaritrici fai-da-te, reperibili ovunque, che sono ormai un problema serissimo».

Lelio Morricone e Franco Berrino (Eat, insieme contro il cancro a Milano Un giorno tra cucina e prevenzione)
Lelio Morricone e Franco Berrino

«Il programma Eat, inizialmente indirizzato alle scuole ma poi rivolto alla generalità dei cittadini, è una risposta concreta a questo tipo di esigenze», stando a quanto dichiarato da Lelio Morricone, responsabile scientifico del progetto e direttore del Servizio di prevenzione clinica del Policlinico San Donato. «A fronte di problemi di livello mondiale - continua - come l’obesità resistente, il programma Eat propone anzitutto un approccio integrato, ossia rivolto non solo agli studenti/cittadini da informare, ma anche alle istituzioni e alle famiglie in cui essi vivono e interagiscono. In secondo luogo, adottiamo una metodologia multicomponente, che prende in considerazione non solo il cibo ma anche tutto quello che vi si connette, come la lotta allo spreco, gli stili di vita, la pratica sportiva, la tutela della biodiversità. Infine, abbiamo di fronte un programma che si estende su un periodo medio-lungo, essendo scientificamente dimostrato che gli interventi-spot non funzionano».

«E a volte non funzionano anche perché la classe medica è impreparata: non si aggiorna in campo nutrizionale». Un’affermazione così netta poteva provenire solo da un’autorità in materia, come Franco Berrino, per lunghi anni direttore del dipartimento di Medicina preventiva e predittiva presso l’Istituto dei tumori e autore di diversi best-seller su alimentazione e salute. «Gli studi esistenti - spiega Berrino - a disposizione di pazienti e specialisti, sono numerosi e concordi: il rapporto fra alimentazione scorretta e insorgenza dei tumori è un dato acquisito dalla comunità scientifica. Una dieta che sia basata soprattutto su cereali integrali, legumi, verdure, frutta e pesce, ed inoltre bandisca l’alcol, le bevande zuccherate e le carni conservate, rappresenta l’ideale per qualsiasi organismo. Ma si fa ancora troppo poco per far passare questi semplici concetti, e si preferisce credere, ad esempio, alle bufale sulle spezie miracolose che girano su internet».

Il convegno “A tavola per prevenire, a tavola per guarire” non servirà soltanto a individuare le incongruenze e le zone grigie dei nostri comportamenti alimentari, ma anche a insegnare come si fa a trasformare le abitudini quotidiane, come sedersi a tavola o scegliere gli ingredienti di una pietanza seguendo una metodica che allunghi e migliori la vita. È per questo che si darà spazio anche ai cuochi, come lo stellato Pietro Leeman e come Giovanni Allegro, e ai loro consigli su quale tipo di cucina possa conciliare gioia di mangiare e salute. Si tratta, insomma, di un appuntamento per tutti, vale a dire oncologi, psicologi, nutrizionisti, cuochi, pazienti e semplici cittadini, perché una vita più sana e meno soggetta al rischio di patologie inguaribili è davvero alla portata di tutti.

Per informazioni: www.saluteallospecchio.it

(Eat, insieme contro il cancro a Milano Un giorno tra cucina e prevenzione)