Gusto in Scena festeggia 10 anni. Spezie e Cucina del senza protagoniste
Il 25 e il 26 febbraio, “Gusto in Scena” festeggia il decennale e lo fa omaggiando il grande passato mercantile di Venezia, con una edizione interamente dedicata all’uso delle spezie, come ormai da tradizione
Il format è quello consolidato di 4 eventi in parallelo: il congresso di Alta cucina, I magnifici vini, Seduzioni di gola e Fuori di gusto. Di giorno visitatori, operatori e gourmet possono partecipare al Congresso in sala Badoer, un ambiente del 1000, degustare vini ed eccellenze gastronomiche negli splendidi saloni del 1261. La sera possono prendere parte al Fuori di gusto, un fuori salone che coinvolge il meglio della ristorazione e dei grandi alberghi veneziani.
Venezia diventa per 48 ore la capitale dell’enogastronomia italiana. Le spezie sono da secoli ingredienti che apportano sensazioni gustative intense e caratterizzanti, perfettamente adatte ad essere usate in forma compensativa nella “Cucina del Senza” di Marcello Coronini, critico enogastronomico, divulgatore scientifico ed autore di libri su vini e cucina.

«La Cucina del senza - come racconta il suo ideatore - significa realizzare piatti gustosi e saporiti senza che ci si accorga della mancanza di sale o grassi aggiunti e dessert molto piacevoli senza zucchero aggiunto. Sottolineiamo il termine aggiunto che è essenziale in questo nuovo stile alimentare. Le sensazioni gustative tornano a essere legate esclusivamente alle caratteristiche degli ingredienti. Non vengono alterate dal sale, che copre i sapori, al contrario della convinzione diffusa. Anche i grassi in cottura modificano il gusto dei prodotti. Oltre a creare assuefazione, lo zucchero non permette di cogliere le note aromatiche delle materie prime. Si tratta di una cucina gustosa quanto attenta alla salute, con il giusto equilibrio tra benessere fisico e piacere della tavola. Sale, grassi e zucchero sono indispensabili per la nostra vita: quelli contenuti negli alimenti sono sufficienti per una dieta equilibrata, quelli aggiunti invece rappresentano un eccesso; eliminarli o ridurli può essere di aiuto a prevenire l'insorgere di diverse patologie».
Le linee guida de La Cucina del Senza sono ispirate alla semplicità e consentono di preparare varianti dei piatti che siamo soliti fare in versione “senza”. Premesso che gli ingredienti possono contenere sale, grassi o zucchero, (basta evitare quelli che ne hanno in eccesso), si possono usare ad esempio nel senza sale aggiunto, acciughe e capperi, basta lavarli con cura in acqua corrente. Anche formaggi e salumi possono essere utilizzati, ma con determinati accorgimenti. Le regole sono molto precise, semplici e facili da attuare e chiunque può avvicinarsi senza problemi a questa straordinaria cucina.
La qualità dei prodotti gastronomici è essenziale per realizzare questo tipo di Cucina e con un buon piatto serve un buon vino. «La qualità è sempre requisito determinante - afferma Coronini - poi, tra tante proposte di qualità, cerco di aiutare qualche piccolo produttore sconosciuto, chi propone progetti innovativi e trasmette passione per ciò che produce. Ho creato il concetto di "Produttori del Senza", che non sono senza un qualcosa, ma sono attenti ad evitare in produzione gli interventi che non sono positivi per la nostra salute. Le cantine sono caratterizzate dalla distinzione in funzione di questi quattro terroir: vini di mare, montagna, pianura, collina. La Comunità europea ha riconosciuto l’importanza di questa classificazione attraverso l’approvazione di uno specifico brevetto europeo».
Per informazioni: www.gustoinscena.it
Venezia diventa per 48 ore la capitale dell’enogastronomia italiana. Le spezie sono da secoli ingredienti che apportano sensazioni gustative intense e caratterizzanti, perfettamente adatte ad essere usate in forma compensativa nella “Cucina del Senza” di Marcello Coronini, critico enogastronomico, divulgatore scientifico ed autore di libri su vini e cucina.

«La Cucina del senza - come racconta il suo ideatore - significa realizzare piatti gustosi e saporiti senza che ci si accorga della mancanza di sale o grassi aggiunti e dessert molto piacevoli senza zucchero aggiunto. Sottolineiamo il termine aggiunto che è essenziale in questo nuovo stile alimentare. Le sensazioni gustative tornano a essere legate esclusivamente alle caratteristiche degli ingredienti. Non vengono alterate dal sale, che copre i sapori, al contrario della convinzione diffusa. Anche i grassi in cottura modificano il gusto dei prodotti. Oltre a creare assuefazione, lo zucchero non permette di cogliere le note aromatiche delle materie prime. Si tratta di una cucina gustosa quanto attenta alla salute, con il giusto equilibrio tra benessere fisico e piacere della tavola. Sale, grassi e zucchero sono indispensabili per la nostra vita: quelli contenuti negli alimenti sono sufficienti per una dieta equilibrata, quelli aggiunti invece rappresentano un eccesso; eliminarli o ridurli può essere di aiuto a prevenire l'insorgere di diverse patologie».
Le linee guida de La Cucina del Senza sono ispirate alla semplicità e consentono di preparare varianti dei piatti che siamo soliti fare in versione “senza”. Premesso che gli ingredienti possono contenere sale, grassi o zucchero, (basta evitare quelli che ne hanno in eccesso), si possono usare ad esempio nel senza sale aggiunto, acciughe e capperi, basta lavarli con cura in acqua corrente. Anche formaggi e salumi possono essere utilizzati, ma con determinati accorgimenti. Le regole sono molto precise, semplici e facili da attuare e chiunque può avvicinarsi senza problemi a questa straordinaria cucina.
La qualità dei prodotti gastronomici è essenziale per realizzare questo tipo di Cucina e con un buon piatto serve un buon vino. «La qualità è sempre requisito determinante - afferma Coronini - poi, tra tante proposte di qualità, cerco di aiutare qualche piccolo produttore sconosciuto, chi propone progetti innovativi e trasmette passione per ciò che produce. Ho creato il concetto di "Produttori del Senza", che non sono senza un qualcosa, ma sono attenti ad evitare in produzione gli interventi che non sono positivi per la nostra salute. Le cantine sono caratterizzate dalla distinzione in funzione di questi quattro terroir: vini di mare, montagna, pianura, collina. La Comunità europea ha riconosciuto l’importanza di questa classificazione attraverso l’approvazione di uno specifico brevetto europeo».
Per informazioni: www.gustoinscena.it

