Una giornata dedicata a olio e vino. Coltivazioni tradizionali da preservare
Il 13 maggio in tutta Italia si celebra la giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio organizzata dal Mibact e da Ais. Un’occasione per valorizzare l’importanza di due prodotti simbolo dell’Italia
Saranno siti museali e archeologici di grande valenza quelli individuati dal Mibact per l’evento di Ais che si terrà il 13 maggio su tutto il territorio nazionale dedicato a vino e olio. Tema di questa 7ª edizione “Vitigni e cultivar tradizionali: un’identità da preservare, un patrimonio da valorizzare”, un argomento di forte impatto e legame con cultura, arte e la tradizione enoica e olearia italiana, vere eccellenze mondiali in questi comparti produttivi.

Alla conferenza di presentazione, che si è tenuta al ministero dei Beni culturali, erano presenti il sottosegretario di stato al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Antimo Cesaro, il direttore generale Icqrf (Ispettorato centrale repressione frodi, dipartimento del Mipaaf) Oreste Gerini, il vice direttore della direzione per l'offerta informativa Rai, Marcello Masi, autore e conduttore delle rubriche Linea Verde Sabato (Rai1) e Signori del Vino (Rai2), per la segreteria tecnica del vice ministro Mipaaf Andrea Olivero, Vanna Sportelli e il presidente nazionale dell'Associazione italiana sommelier Antonello Maietta.
I relatori hanno sottolineato l’importanza di questa giornata che vede impegnate le diverse istituzioni e la Rai nel rafforzare il messaggio culturale portato avanti da Ais. In particolare il sottosegretario Cesaro ha dichiarato che «Vino e olio rappresentano l’esempio più lampante della ricchezza che il nostro Paese sa offrire, tanto dal punto di vista delle condizioni climatiche e della fertilità della sua terra, quanto della capacità umana di trasformare questi doni della natura in prodotti dalla riconosciuta eccellenza mondiale. Una coltura che nei millenni è diventata cultura: espressione di tradizioni, antichi saperi, sapienza artigianale che, senza snaturare la sua genuinità, si è saputa trasformare in un’industria che crea ogni anno nuovo reddito e nuova occupazione».
«Un patrimonio - ha proseguito - che non teme la concorrenza globalizzata ma che va protetto, conosciuto e valorizzato, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, come questa, sulla qualità e le varietà di prodotti che possiamo offrire. Il matrimonio con i beni culturali e i nostri musei risulta quindi quasi inevitabile, perché il vino ed olio, così come la vite e l’ulivo, oltre ad essere state muse ispiratrici per opere d’arte in ogni epoca, rappresentano un elemento caratterizzante del paesaggio rurale delle nostre regioni, e quindi patrimonio identitario dell’Italia. Ciò assume ancor più rilievo nell’anno dei Borghi d’Italia e nell’ottica di incentivare un turismo diffuso, lontano dalle grandi città e in favore dei tanti piccoli scrigni di bellezza diffusi da nord a sud, di cui il vino, l’olio e in generale l’enogastronomia sono da sempre elementi fortemente rappresentativi».
«Abbiamo immaginato questa giornata - ha detto Antonello Maietta - come un’opportunità per rinvigorire il legame fra gli ambiti storici e il contesto sociale in cui sono inseriti. L’obiettivo che ci poniamo è quello di declinare il paesaggio agricolo in un aspetto culturale, turistico e, perché no, anche economico. Vino e olio di qualità, oltre a dare valore al territorio, costituiscono infatti una voce significativa per il mercato interno e per il nostro export».
Durante la giornata, nelle diverse regioni italiane, i funzionari del Mipaaf, illustreranno alcuni aspetti fondanti del recente Testo Unico sul vino, così come saranno raccontate le vicende che hanno legato arte e cultura a vino e olio; in alcuni casi con la possibilità di allargare lo sguardo verso antichi vigneti ed uliveti. Saranno i sommelier Ais che a margine di ogni evento proporranno un altro percorso guidato, questa volta organolettico, tra i vini e gli oli di eccellenza di ogni regione d’Italia, raccontando i colori, i profumi ed i sapori che gli esperti avranno contestualizzato culturalmente.

Alla conferenza di presentazione, che si è tenuta al ministero dei Beni culturali, erano presenti il sottosegretario di stato al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Antimo Cesaro, il direttore generale Icqrf (Ispettorato centrale repressione frodi, dipartimento del Mipaaf) Oreste Gerini, il vice direttore della direzione per l'offerta informativa Rai, Marcello Masi, autore e conduttore delle rubriche Linea Verde Sabato (Rai1) e Signori del Vino (Rai2), per la segreteria tecnica del vice ministro Mipaaf Andrea Olivero, Vanna Sportelli e il presidente nazionale dell'Associazione italiana sommelier Antonello Maietta.
I relatori hanno sottolineato l’importanza di questa giornata che vede impegnate le diverse istituzioni e la Rai nel rafforzare il messaggio culturale portato avanti da Ais. In particolare il sottosegretario Cesaro ha dichiarato che «Vino e olio rappresentano l’esempio più lampante della ricchezza che il nostro Paese sa offrire, tanto dal punto di vista delle condizioni climatiche e della fertilità della sua terra, quanto della capacità umana di trasformare questi doni della natura in prodotti dalla riconosciuta eccellenza mondiale. Una coltura che nei millenni è diventata cultura: espressione di tradizioni, antichi saperi, sapienza artigianale che, senza snaturare la sua genuinità, si è saputa trasformare in un’industria che crea ogni anno nuovo reddito e nuova occupazione».
«Un patrimonio - ha proseguito - che non teme la concorrenza globalizzata ma che va protetto, conosciuto e valorizzato, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, come questa, sulla qualità e le varietà di prodotti che possiamo offrire. Il matrimonio con i beni culturali e i nostri musei risulta quindi quasi inevitabile, perché il vino ed olio, così come la vite e l’ulivo, oltre ad essere state muse ispiratrici per opere d’arte in ogni epoca, rappresentano un elemento caratterizzante del paesaggio rurale delle nostre regioni, e quindi patrimonio identitario dell’Italia. Ciò assume ancor più rilievo nell’anno dei Borghi d’Italia e nell’ottica di incentivare un turismo diffuso, lontano dalle grandi città e in favore dei tanti piccoli scrigni di bellezza diffusi da nord a sud, di cui il vino, l’olio e in generale l’enogastronomia sono da sempre elementi fortemente rappresentativi».
«Abbiamo immaginato questa giornata - ha detto Antonello Maietta - come un’opportunità per rinvigorire il legame fra gli ambiti storici e il contesto sociale in cui sono inseriti. L’obiettivo che ci poniamo è quello di declinare il paesaggio agricolo in un aspetto culturale, turistico e, perché no, anche economico. Vino e olio di qualità, oltre a dare valore al territorio, costituiscono infatti una voce significativa per il mercato interno e per il nostro export».
Durante la giornata, nelle diverse regioni italiane, i funzionari del Mipaaf, illustreranno alcuni aspetti fondanti del recente Testo Unico sul vino, così come saranno raccontate le vicende che hanno legato arte e cultura a vino e olio; in alcuni casi con la possibilità di allargare lo sguardo verso antichi vigneti ed uliveti. Saranno i sommelier Ais che a margine di ogni evento proporranno un altro percorso guidato, questa volta organolettico, tra i vini e gli oli di eccellenza di ogni regione d’Italia, raccontando i colori, i profumi ed i sapori che gli esperti avranno contestualizzato culturalmente.

