Cresce l’attesa per Sial Parigi 2016, il Salone internazionale dell’alimentazione che si svolgerà dal 16 al 20 ottobre ; luogo privilegiato di incontro dell’industria agroalimentare. Due visitatori su tre vengono a Sial Paris per cercare dei nuovi prodotti. I compratori alimentari spesso trovano vi ispirazione proprio e gli espositori che propongono prodotti dedicati alla distribuzione alimentare saranno identificati grazie ad un percorso di visita specifico. Nel 2014, 9 compratori su 10 hanno apprezzato la varietà dei prodotti di Sial Paris e il 100% dei distributori mondiali - ossia tutti i marchi e le insegne - hanno visitato la fiera: Walmart, Carrefour, Tesco, Metro, Aldi, La Grande épicerie de Paris.



L’ispirazione permanente continua ad animare il network Sial e rappresenterà la caratteristica dell’edizione 2016 con :
  • Oltre 2.500 nuovi prodotti registrati che saranno presentati nell’ambito dell’operazione Sial Innovation
  • 15 categorie di premi, le tendenze XTC e lo studio TNS
  • Il villaggio dei vincitori di Sial Innovation 2015-2016 del network Sial che consentirà di scoprire, a Parigi, i prodotti innovativi di tutto il mondo.
«Con la popolazione mondiale che sta per passare da 9 milioni a 10 milioni di abitanti - Nicolas Trentesaux, direttore del network Sial - e con altrettante bocche da sfamare, le prospettive della crescente domanda di cibo costituiscono una vera sfida per le industrie e la distribuzione agroalimentare. L’edizione 2016 di Sial Paris sarà il riflesso dell’evoluzione e dei punti di forza del settore della distribuzione che ha saputo valorizzare la sua offerta di fronte alla moltiplicazione dei punti di vendita. Dopo 20 anni - e non solo perché le abitudini dei clienti sono profondamente radicate - gli ipermercati e i supermercati, che rappresentano ancora il 70% del mercato in Europa, hanno saputo mantenere i propri clienti e resistere alla crescita degli omni-canali o dei circuiti alternativi lottando per creare una preferenza del consumatore. Il settore della distribuzione alimentare sa che la diversità e l’attrattiva dei prodotti, accessibili al miglior prezzo, creano una differenziazione perenne per i clienti. Così i marchi hanno saputo facilitare il modo di rispondere ad una richiesta di esperienza da parte dei nuovi consumatori ormai sempre più “consum’attori”!».

Una vetrina dell’alimentazione francese
Nel 2016, la Francia sarà il primo paese espositore con oltre mille aziende e il 19% della superficie d’esposizione. Quest’anno, l’agroalimentare francese beneficerà di una visibilità particolare, grazie ad una collaborazione privilegiata con le insegne francesi e i loro buyer. Per facilitare la loro identificazione, gli espositori francesi appartenenti ai 21 settori presenti saranno raggruppati sotto l’insegna “France”, proposta dal ministero dell’Agricoltura. La guida alla visita “Francia” faciliterà la loro individuazione.



Sial Paris si è associato con Mmm, specialista europeo di viaggi benchmark retail, per far scoprire nuovi concept di retail in Francia. Tre «store tours» saranno dedicati ai nuovi concetti alimentari a Parigi - dai negozi di gastronomia e prodotti gourmet agli outlet di vini e alcolici.Durante l’edizione 2014, sono stati più di mille gli espositori che hanno presentato prodotti a base di carne o prodotti lattiero caseari (circa il 15% dell’offerta totale della fiera). Nel 2016, questi due settori portanti saranno valorizzati attraverso eventi specifici, incluse 2 conferenze nell’ambito di Sial TV e dimostrazioni culinarie de « La Cuisine ».

Il collegamento tra grande distribuzione e Pmi alimentari sarà assicurato attraverso le rinnovate partnership di Sial Paris con la Feef - Fédération des entreprises et entrepreneurs de France (Federazione francese delle imprese e degli imprenditori) in occasione degli “Incontri Pmi/ Grande Distribuzione”. Saranno presenti insegne come Auchan, Carrefour, Casino, Intermarché, Leclerc, Monoprix o Système U! Questi incontri hanno l’obiettivo di sviluppare la relazione commerciale attraverso decodifiche, messa in relazione e contatti individuali.

Durante il World Tour, 28 giornalisti hanno presentato progetti e tendenze dei loro rispettivi Paesi. Nielsen completerà questa mappa dell’industria alimentare nei paesi interessati per individuare gli orientamenti e trovare nuove opportunità di sviluppo per le aziende alimentari. Le tendenze e i prodotti saranno da scoprire durante Sial Paris, nella zona che collega i padiglioni 5A e 5B.

La distribuzione alimentare innova, in Francia e a livello internazionale. Le tendenze di mercato, i nuovi concetti, le innovazioni prodotto e concept sono sotto costante osservazione. Ovunque nel mondo, la distribuzione si trasforma. Nielsen, in collaborazione con Sial Paris, ha studiato le grandi tendenze in atto in Europa. Se i vecchi modelli non funzionano più, il declino degli ipermercati resta un mito. Le attrezzature moderne si sviluppano a spese delle vecchie. Le insegne discount non rappresentano la parte più consistente come si immagina e l’e-commerce alimentare è ancora incespicante al di fuori del Regno Unito. Alcuni paesi si differenziano. Le insegne discount non superano il 20% del mercato in Europa, tuttavia raggiungono il 42 % del mercato in Germania ma solo il 10% in Francia.



Ad ognuno il suo punto vendita
Nell’alimentare, la maggior parte dei consumatori ha le proprie abitudini e vi resta legato. Se il settore può sembrare meno innovativo rispetto ad altri, questa resilienza rappresenta più che altro un’opportunità. In un mondo molto incerto, i distributori sono al riparo da cadute importanti e durature della loro attività. Per questo genere di acquisti quotidiani, i clienti scelgono il punto vendita più adatto al proprio stile di vita o alla propria cultura. La maggior parte preferisce il commercio tradizionale, che permette di scegliere i propri prodotti e di vivere un’esperienza reale. Per loro, i grandi magazzini mantengono un ruolo fondamentale: in Francia, i punti vendita con oltre 1.000 mq rappresentano circa l’80 % del mercato. Altri, decisamente meno numerosi, optano per l’ e-commerce alimentare (3,8 % del mercato in Francia, secondo Nielsen). Le insegne si presentano con diversi modelli: un modello “totale” che include il servizio, come propone Tesco in Inghilterra, o un modello “parziale” come il drive, che aumenta dal 15 al 20% all’anno in Francia.

Il negozio connesso è già una realtà
Come in altri settori, la distribuzione alimentare ha avviato la rivoluzione digitale. Non si contano più le applicazioni e le piattaforme di consegna alimentari che trattano piatti cucinati, prodotti gourmet, prodotti freschi. In Francia, UberEats si è immesso sul mercato parigino con una promessa di consegna “istantanea” in 30 minuti, oppure 10 minuti per un’offerta express, che si appoggia sulla flotta di VTC di Uber. Frichti vuole dal canto suo lottare contro il cibo spazzatura con piatti preparati “come a casa propria”, nei locali dell’azienda start-up, e proposti a un prezzo abbordabile (menu tra i 10 e 12 euro).

Negozi connessi rispondono anche a richieste di clienti alla ricerca di un’offerta prodotti illimitata e di prezzi vantaggiosi. Negli Stati Uniti si creano numerose iniziative di disintermediazione in modo da facilitare la vita dei clienti e in modo da risolvere il loro problema di approvvigionamento alimentare. Con Google Express Shopping, i clienti possono fare i loro acquisti on line da numerosi venditori e Google si occupa della logistica per riunire tutti gli acquisti in un unico ordine. L’applicazione Instacart consente di fare i propri acquisti da smartphone. Un impiegato che lavora per Instacart nel negozio si occupa in seguito di riunire i prodotti, di imbustarli e di consegnarli.

«Sono state lanciate molte innovazioni per il commercio online - continua Trentesaux - dappertutto nel mondo, specialmente negli Stati Uniti, come Google Express Shopping e Instacart, che propongono una disintermediazione. Queste piattaforme o applicazioni permettono ai clienti di fare la spesa dai loro smartphone, si occupano poi di riunire i prodotti e consegnarli. Per il momento, queste offerte così “dirompenti” sono fenomeni accessori che interessano i consumatori che mettono i benefici del servizio prima del loro costo. Ne sono prova i progetti più innovativi nel loro modo di mixare i canali».



«Nel contatto con i clienti, il retail ha saputo adattarsi alla crescita fisiologica dell’e-commerce seguendo un modello di contaminazione fra il fisico ed il virtuale. Anche con i servizi di drive-trough e click&collect, il negozio rimane il centro della relazione con il cliente, in circuiti rinnovati ma sempre vicini per creare la preferenza del consumatore. Degli esempi? Quando i negozi si sdoppiano in ristoranti come da Eataly ; quando si trasformano in produttori di prodotti biologici come Whole Foods Market ; oppure diventano centri di “retailtainmen”, come i centri commerciali di Dubai».

«Concetti innovativi che nascono qua e là, segnali deboli che non mancheremo di scoprire grazie ai workshop e alle conferenze di Sial Tv, oppure grazie agli “store tour” proposti da Sial in collaborazione con Mmm, dalla distribuzione alimentare ai prodotti gourmet, passando dai vini e gli alcolici».

«La preferenza non è necessariamente collegata al prezzo! In primo luogo viene l’offerta prodotto e dunque la necessità sempre più urgente per le insegne di reperire nuovi prodotti e nuovi marchi: Sial Paris si impone come un terreno di gioco incredibile per la distribuzione con oltre 400mila prodotti, tutte le innovazioni e tendenze mondiali... La più bella vetrina alimentare del mondo.»

La buona ricetta: creare la preferenza
In un universo sempre più variegato, sottoposto ad una sovracapacità dell’offerta e a una forte guerra dei prezzi, non è più sufficiente avere un punto vendita nel punto giusto per riscuotere successo o registrare una crescita. Il commercio alimentare deve essere in grado di creare la preferenza, soprattutto rispondendo alla richiesta dei clienti rispetto al valore del prodotto e al servizio. È a questo prezzo che potranno Devono convincere i clienti a preferirli alla concorrenza.

Fonte: Nielsen, World Tour, Olivier Dauvers