Al via la 5ª edizione di “Bererosa”. Sinergia tra grandi rosé e street food
Il 5 luglio nei saloni di Palazzo Brancaccio a Roma la migliore produzione di rosati, fermi e spumanti, è protagonista dell'evento di Cucina & Vini. In abbinamento lo street food di specialità locali e nazionali
“Bererosa”, l’evento di Cucina & Vini dedicato ai migliori vini rosati d’Italia, fermi e spumanti, era nato come una scommessa. Pensato per presentare il meglio della produzione italiana di una tipologia sempre più apprezzata in particolare nella stagione estiva, “Bererosa 2016”, edizione numero 5, ritorna a Roma il 5 luglio nella cornice ottocentesca e nei giardini di Palazzo Brancaccio. Solo lo scorso anno avevano partecipato all'evento oltre 3.500 persone. Pur rispettando il format iniziale, sono molte le novità di questa edizione, a cominciare dall’ampia scelta nel settore dello street food di qualità.

«Ci sentiamo sempre più motivati a organizzare questa manifestazione - spiega Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini - perchè li vino rosato fermo continua a essere considerato la Cenerentola d’Italia, un prodotto principalmente da esportazione, su cui non vengono fatti investimenti di studio e promozione. Eppure le previsioni sui consumi mondiali realizzate da Euromonitor International confermano fino al 2018 la tendenza alla crescita: 22 milioni di ettolitri nel 2000, 24 nel 2013 e ancora quasi un milione in più nel 2018. Il nostro Paese produce circa 4 milioni di ettolitri di rosé, come la Spagna, precedute dalla Francia a quota 7 milioni; ma mentre i francesi ne consumano 9 milioni, noi e gli spagnoli siamo poco sopra il milione, con una palese vocazione all’export e spazi sicuri di vendita».
«Anche le bollicine in rosa restano un prodotto di nicchia - continua D'Agostino - soggette a variazioni di tendenze e di mercato, pur rientrando nel successo degli spumanti con un consumo mondiale di 15 milioni di ettolitri l'anno con una crescita del 30% in più in 10 anni e con tendenza a confermarla se non a superarla. In sintesi è più facile esportare vini rosé che venderli nel nostro mercato. L'anello debole dalla produzione al consumo potrebbe quindi essere quello finale della ristorazione e delle enoteche che non ne spingono a sufficienza la vendita».

Anche in questa edizione di “Bererosa” dalle 17.00 alle 23.00 del 5 luglio il pubblico potrà scegliere e acquistare nelle 5 postazioni street food le specialità da abbinare ai vini. Ci saranno il Little Market con i migliori salumi di Daniele De Ventura, Gust'Arte, dell'associazione salentina di Galatone (Le) che propone purea di fave, orecchiette con le cime di rapa e pasticciotti, La Bottega dell'Oliva Ascolana di Luigi e Daniela Diamanti, la Pescheria Meglio Fresco di Arturo Scarci e infine Boccacciello Bistrot, con piatti della tradizione italiana contenuti in pratici barattoli da asporto. Anche in questa edizione prosegue la sinergia con GroupAma Assicurazioni e con Diam Bouchage, azienda di punta per la produzione di tappi di sughero.
“Bererosa” si svolgerà dalle 17.00 alle 23.00 del 5 luglio a Palazzo Brancaccio, in via del Monte Oppio 7 a Roma. Il biglietto d'ingresso di 10 euro comprende calice da degustazione e sacca porta bicchiere. Ingresso ridotto a 5 euro per sommelier regolarmente tesserati (Ais, Fis, Fisar, Onav) previa esibizione tessera d’iscrizione in biglietteria.
Per informazioni: www.cucinaevini.it

«Ci sentiamo sempre più motivati a organizzare questa manifestazione - spiega Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini - perchè li vino rosato fermo continua a essere considerato la Cenerentola d’Italia, un prodotto principalmente da esportazione, su cui non vengono fatti investimenti di studio e promozione. Eppure le previsioni sui consumi mondiali realizzate da Euromonitor International confermano fino al 2018 la tendenza alla crescita: 22 milioni di ettolitri nel 2000, 24 nel 2013 e ancora quasi un milione in più nel 2018. Il nostro Paese produce circa 4 milioni di ettolitri di rosé, come la Spagna, precedute dalla Francia a quota 7 milioni; ma mentre i francesi ne consumano 9 milioni, noi e gli spagnoli siamo poco sopra il milione, con una palese vocazione all’export e spazi sicuri di vendita».
«Anche le bollicine in rosa restano un prodotto di nicchia - continua D'Agostino - soggette a variazioni di tendenze e di mercato, pur rientrando nel successo degli spumanti con un consumo mondiale di 15 milioni di ettolitri l'anno con una crescita del 30% in più in 10 anni e con tendenza a confermarla se non a superarla. In sintesi è più facile esportare vini rosé che venderli nel nostro mercato. L'anello debole dalla produzione al consumo potrebbe quindi essere quello finale della ristorazione e delle enoteche che non ne spingono a sufficienza la vendita».

Anche in questa edizione di “Bererosa” dalle 17.00 alle 23.00 del 5 luglio il pubblico potrà scegliere e acquistare nelle 5 postazioni street food le specialità da abbinare ai vini. Ci saranno il Little Market con i migliori salumi di Daniele De Ventura, Gust'Arte, dell'associazione salentina di Galatone (Le) che propone purea di fave, orecchiette con le cime di rapa e pasticciotti, La Bottega dell'Oliva Ascolana di Luigi e Daniela Diamanti, la Pescheria Meglio Fresco di Arturo Scarci e infine Boccacciello Bistrot, con piatti della tradizione italiana contenuti in pratici barattoli da asporto. Anche in questa edizione prosegue la sinergia con GroupAma Assicurazioni e con Diam Bouchage, azienda di punta per la produzione di tappi di sughero.
“Bererosa” si svolgerà dalle 17.00 alle 23.00 del 5 luglio a Palazzo Brancaccio, in via del Monte Oppio 7 a Roma. Il biglietto d'ingresso di 10 euro comprende calice da degustazione e sacca porta bicchiere. Ingresso ridotto a 5 euro per sommelier regolarmente tesserati (Ais, Fis, Fisar, Onav) previa esibizione tessera d’iscrizione in biglietteria.
Per informazioni: www.cucinaevini.it


