Cala il sipario su Libando 2016 Viaggiare mangiando nel cuore di Foggia
Lodevole successo per la terza edizione di Libando, la kermesse che mette al centro il mangiare, nutrimento del corpo e della mente, frutto di relazioni generate dalla transumanza: viaggio di greggi e pastori
Giuoco simpatico di gerundio: libando. L'atto del libare, cibo e non solo bevande in accezione estesa, in uno con l'atto del cammino. Il cammino della transumanza, il cammino tra aie ed orti, il cammino di chi si imbarca per pescare. Il cammino, il viaggio. Il viaggio della vita: nutrirsi per sopravvivere, mangiare e saper mangiare bene per vivere degnamente.

Questa l'idea forte della terza edizione di Libando, svoltasi nei giorni scorsi nel centro storico di una Foggia che torna a competere per vivacità culturale e per sano orgoglio di campanile, con le consorelle pugliesi. Il territorio dauno, tra i più belli e forse anche meno conosciuti d'Italia, oltre ad includere il magnifico arcipelago delle Tremiti, vanta le struggenti bellezze del Promontorio del Gargano, la Foresta Umbra, il Tavoliere, il Subappennino. E la dovizia di doni della terra e del mare, dei pascoli e dei boschi, dei vigneti e degli oliveti. Insomma, Paradiso in Terra.
Masterclass con approccio che sapientemente sa mixare l'aspetto show cooking con quello dilettevolmente didattico. Carrellata di cuochi giovani e già molto bravi, taluni di costoro già stellati. Abbiamo assistito, tra gli altri, alle piacevoli ed interessanti performance di Cristian Torsiello, chef patron dell'Osteria Arbustico di Valva (Sa) nell'Alta Valle del Sele, in comunione di cibo con i campi di Capitanata. Utilizzi magistrali di tesori dello scrigno garganico da parte di Leonardo Vescera, chef patron de Il Capriccio di Vieste (Fg). Ed ancora dal Gargano, lo street food nativo, con i suoi panini di mare abilmente preparati dallo chef Mario Ottaviano.

Tributo e omaggio alla grande cucina giapponese, con l'interessante esibizione del Maestro Keisuke Aramaki proveniente dal Palazzo Vialdo di Torre del Greco (Na). Da Matera, che nel non lontano 2019 sarà capitale europea della cultura, il bravissimo Leonardo Lacatena (nella foto), chef patron dell'Osteria dei Sassi. Esibizioni in casa propria, dacché entrambi foggiani per Nicola Russo e Francesca Pillo, rispettivamente Al Primo Piano e Trattoria del Cacciatore. Ribalta anche per il bravissimo, famoso Peppe Zullo da Orsara (Fg) che ha recentemente aperto altro suo locale proprio nel centro di Foggia.
Leonardo Lacatena
Libando ha incorniciato anche workshop e convegni. I primi a fare problem setting (per giungere al problem solving ancora ce ne vuole che ce ne vuole!) sulla composita tematica della profittevole e non fugace esportazione dei prodotti da parte delle piccole realtà imprenditoriali del territorio. I secondi a porre attenzione e stimolare pensieri ed approfondimenti circa il ruolo sostanziale del cibo nel contesto urbano. Efficace e pregevole l'individuata locuzione: urban food.
Terza edizione, dunque, che potrebbe essere intesa come edizione di cerniera tra la soddisfacente constatazione dello scampato pericolo di mortalità infantile e l'elettrizzante challenge verso una commutazione paradigmatica della manifestazione in sé che sappia catalizzare le bimillenarie sedimentazioni culturali del cibo nell'area mediterranea. E tutto ciò, sia chiaro, sempre mettendosi in viaggio!

Questa l'idea forte della terza edizione di Libando, svoltasi nei giorni scorsi nel centro storico di una Foggia che torna a competere per vivacità culturale e per sano orgoglio di campanile, con le consorelle pugliesi. Il territorio dauno, tra i più belli e forse anche meno conosciuti d'Italia, oltre ad includere il magnifico arcipelago delle Tremiti, vanta le struggenti bellezze del Promontorio del Gargano, la Foresta Umbra, il Tavoliere, il Subappennino. E la dovizia di doni della terra e del mare, dei pascoli e dei boschi, dei vigneti e degli oliveti. Insomma, Paradiso in Terra.
Masterclass con approccio che sapientemente sa mixare l'aspetto show cooking con quello dilettevolmente didattico. Carrellata di cuochi giovani e già molto bravi, taluni di costoro già stellati. Abbiamo assistito, tra gli altri, alle piacevoli ed interessanti performance di Cristian Torsiello, chef patron dell'Osteria Arbustico di Valva (Sa) nell'Alta Valle del Sele, in comunione di cibo con i campi di Capitanata. Utilizzi magistrali di tesori dello scrigno garganico da parte di Leonardo Vescera, chef patron de Il Capriccio di Vieste (Fg). Ed ancora dal Gargano, lo street food nativo, con i suoi panini di mare abilmente preparati dallo chef Mario Ottaviano.

Tributo e omaggio alla grande cucina giapponese, con l'interessante esibizione del Maestro Keisuke Aramaki proveniente dal Palazzo Vialdo di Torre del Greco (Na). Da Matera, che nel non lontano 2019 sarà capitale europea della cultura, il bravissimo Leonardo Lacatena (nella foto), chef patron dell'Osteria dei Sassi. Esibizioni in casa propria, dacché entrambi foggiani per Nicola Russo e Francesca Pillo, rispettivamente Al Primo Piano e Trattoria del Cacciatore. Ribalta anche per il bravissimo, famoso Peppe Zullo da Orsara (Fg) che ha recentemente aperto altro suo locale proprio nel centro di Foggia.
Leonardo LacatenaLibando ha incorniciato anche workshop e convegni. I primi a fare problem setting (per giungere al problem solving ancora ce ne vuole che ce ne vuole!) sulla composita tematica della profittevole e non fugace esportazione dei prodotti da parte delle piccole realtà imprenditoriali del territorio. I secondi a porre attenzione e stimolare pensieri ed approfondimenti circa il ruolo sostanziale del cibo nel contesto urbano. Efficace e pregevole l'individuata locuzione: urban food.
Terza edizione, dunque, che potrebbe essere intesa come edizione di cerniera tra la soddisfacente constatazione dello scampato pericolo di mortalità infantile e l'elettrizzante challenge verso una commutazione paradigmatica della manifestazione in sé che sappia catalizzare le bimillenarie sedimentazioni culturali del cibo nell'area mediterranea. E tutto ciò, sia chiaro, sempre mettendosi in viaggio!


