L'evoluzione del settore agricolo tema dell'Interpoma Innovation Camp
Fiera Bolzano ha presentato l'iniziativa dedicata all'innovazione nel settore agroalimentare, che si svolgerà dal 22 al 23 novembre nel polo fieristico altoatesino, anticipando la nota kermesse Interpoma (24-26 novembre)
Ricerca, tecnologia e innovazione: questi i temi trattati a Bologna da Fiera Bolzano per presentare le manifestazioni dedicate all’agroalimentare che si svolgeranno nel polo fieristico altoatesino da qui a pochi mesi. A dare il benvenuto presso l'Hotel I Portici a Bologna, Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano, che ha presentato Autochtona, Biolife, Agridirect, Agrialp e prima fra tutte Interpoma, fiore all'occhiello dell’offerta bolzanina e unica manifestazione a livello internazionale dedicata alla coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela.

La grande novità riguarda proprio questa rassegna, che alla sua decima edizione introdurrà il primo Interpoma Innovation Camp, una piattaforma di scambio e di sviluppo di nuove idee in campo agricolo-melicolo in grado di rivoluzionare il settore. «Innovare è compito di una fiera internazionale come Interpoma - ha dichiarato Thomas Mur - e l'innovazione parte dalla ricerca e dall'incontro con le persone giuste. Confidiamo che dall'Innovation Camp e dall'unione di esperti del settore e talenti al di fuori dell'economia melicola possano nascere idee brillanti».
A seguire Walter Guerra, responsabile Pomologia del centro di Sperimentazione agraria e forestale Laimburg, è intervenuto sulle nuove sfide nel settore provenienti, ad esempio, dagli investimenti compiuti dai Paesi emergenti come Cina, Azerbaijan e Serbia per ampliare le superfici e intensificare la produzione. «Da anni questi Paesi partecipano a Interpoma per informarsi, apprendere nuove tecniche e conoscere nuove tecnologie. Tutto il mondo viene in Italia per scoprire le novità in questo settore. Facciamo innovazione da qualche decennio, sia nella direzione di una produzione integrata e biologica, sia in ambito vivaistico, settore in cui l'Italia è assolutamente all'avanguardia e costituisce un esempio per gli altri Paesi. La nuova sfida sarà dunque quella di produrre in quantità, ma guardando alla sostenibilità e al rispetto dell'ambiente».
Una testimonianza di produzione ecosostenibile arriva da Othmar Sanin, titolare dell’azienda innovativa Bio-Weingut che, oltre a produrre vino, sfrutta tutte le parti della vite per creare nuovi prodotti. In collaborazione con l'Università di Bolzano e l'Idm Suedtirol, è riuscito a ricavare dalle bucce dell'uva e dai vinaccioli appena dopo la spremitura una farina ricca di antociani, che migliora la circolazione e sostiene il sistema immunitario.
A parlare di innovazione e tecnologie sono intervenute due realtà emiliano-romagnole. Francesco Baruffi, esperto in programmi di incubazione e accelerazione d'impresa per il supporto allo sviluppo di startup innovative presso la Fondazione Democenter-Sipe di Modena, ha portato alcuni esempi di startup italiane virtuose in ambito agrifood, sottolineando che nel nostro Paese c’è ancora tanto da fare, soprattutto dal punto di vista degli investimenti: nel primo semestre 2015 sono stati investiti in Italia 20 milioni di euro contro i 31 miliardi di dollari negli Usa. Tra gli esempi di startup presentati: Archon, che ha sviluppato un sistema di gestione di flotte di droni basato sulla ricarica degli stessi; Nanoprom, che offre rivestimenti antibatterici nanotecnologici per il trattamento e la protezione delle macchine agricole e infine Ufoody, un sistema di e-commerce di prodotti agroalimentari di nicchia.
L’ultimo a intervenire è stato di Antonio Di Giorgio della cesenate Gaiag. La startup ha sviluppato un software in grado di mappare alcune variabili terrestri monitorate via satellite per istruire con precisione le azioni da operare in agricoltura. Il software, chiamato “Precision Wine”, è attualmente applicato alla coltura della vite, ma potrebbe essere esportato anche ad altre colture.
L’appuntamento con l’innovazione in agricoltura è dunque a Bolzano con il primo Interpoma Innovation Camp, che si svolgerà il 22 e 23 novembre, anticipando l’apertura della fiera e del congresso La Mela nel Mondo, in programma dal 24 al 26 novembre.
Per informazioni:
www.interpoma.it
www.interpomainnovationcamp.com

La grande novità riguarda proprio questa rassegna, che alla sua decima edizione introdurrà il primo Interpoma Innovation Camp, una piattaforma di scambio e di sviluppo di nuove idee in campo agricolo-melicolo in grado di rivoluzionare il settore. «Innovare è compito di una fiera internazionale come Interpoma - ha dichiarato Thomas Mur - e l'innovazione parte dalla ricerca e dall'incontro con le persone giuste. Confidiamo che dall'Innovation Camp e dall'unione di esperti del settore e talenti al di fuori dell'economia melicola possano nascere idee brillanti».
A seguire Walter Guerra, responsabile Pomologia del centro di Sperimentazione agraria e forestale Laimburg, è intervenuto sulle nuove sfide nel settore provenienti, ad esempio, dagli investimenti compiuti dai Paesi emergenti come Cina, Azerbaijan e Serbia per ampliare le superfici e intensificare la produzione. «Da anni questi Paesi partecipano a Interpoma per informarsi, apprendere nuove tecniche e conoscere nuove tecnologie. Tutto il mondo viene in Italia per scoprire le novità in questo settore. Facciamo innovazione da qualche decennio, sia nella direzione di una produzione integrata e biologica, sia in ambito vivaistico, settore in cui l'Italia è assolutamente all'avanguardia e costituisce un esempio per gli altri Paesi. La nuova sfida sarà dunque quella di produrre in quantità, ma guardando alla sostenibilità e al rispetto dell'ambiente».
Una testimonianza di produzione ecosostenibile arriva da Othmar Sanin, titolare dell’azienda innovativa Bio-Weingut che, oltre a produrre vino, sfrutta tutte le parti della vite per creare nuovi prodotti. In collaborazione con l'Università di Bolzano e l'Idm Suedtirol, è riuscito a ricavare dalle bucce dell'uva e dai vinaccioli appena dopo la spremitura una farina ricca di antociani, che migliora la circolazione e sostiene il sistema immunitario.
A parlare di innovazione e tecnologie sono intervenute due realtà emiliano-romagnole. Francesco Baruffi, esperto in programmi di incubazione e accelerazione d'impresa per il supporto allo sviluppo di startup innovative presso la Fondazione Democenter-Sipe di Modena, ha portato alcuni esempi di startup italiane virtuose in ambito agrifood, sottolineando che nel nostro Paese c’è ancora tanto da fare, soprattutto dal punto di vista degli investimenti: nel primo semestre 2015 sono stati investiti in Italia 20 milioni di euro contro i 31 miliardi di dollari negli Usa. Tra gli esempi di startup presentati: Archon, che ha sviluppato un sistema di gestione di flotte di droni basato sulla ricarica degli stessi; Nanoprom, che offre rivestimenti antibatterici nanotecnologici per il trattamento e la protezione delle macchine agricole e infine Ufoody, un sistema di e-commerce di prodotti agroalimentari di nicchia.
L’ultimo a intervenire è stato di Antonio Di Giorgio della cesenate Gaiag. La startup ha sviluppato un software in grado di mappare alcune variabili terrestri monitorate via satellite per istruire con precisione le azioni da operare in agricoltura. Il software, chiamato “Precision Wine”, è attualmente applicato alla coltura della vite, ma potrebbe essere esportato anche ad altre colture.
L’appuntamento con l’innovazione in agricoltura è dunque a Bolzano con il primo Interpoma Innovation Camp, che si svolgerà il 22 e 23 novembre, anticipando l’apertura della fiera e del congresso La Mela nel Mondo, in programma dal 24 al 26 novembre.
Per informazioni:
www.interpoma.it
www.interpomainnovationcamp.com

