Grande attesa per Mare Morie Vitovska 20 viticoltori incontrano 25 ristoratori
Dal 5 al 6 giungo le porte del castello di Duino (Ts) si apriranno al pubblico per la nona edizione di Mare Morie Vitovska, la festa dedicata alla produzione di vini e gastronomia del Carso sia italiano che sloveno
Presentata ufficialmente la manifestazione Mare Morie Vitovska 2015. La nona edizione di questa oramai attesissima festa all’insegna della migliore produzione di vini e gastronomia del Carso sia italiano che sloveno. I profumi e l’eleganza di questo vino autoctono sono lo specchio di una terra e dei suoi abitanti che, da secoli, si impegnano a creare i loro vini. I ristoranti della zona interpreteranno queste emozioni con abbinamenti gastronomici di mare e non solo. Tutto questo nella cornice magica del castello di Duino. Piccolo paese a 20 km da Trieste.

Il castello, di proprietà del Principe Carlo della Torre e Tasso, è uno dei più belli della regione. A picco sul mare, perfettamente conservato e con affascinanti giardini curatissimi e traboccanti di fiori multicolori. Si inizierà venerdì 5 giugno alle ore 15.00 con un convegno, moderato da Aurora Endrici, presso la sala conferenze del castello, dove si parlerà delle prospettive della vitivinicoltura per i giovani vignaioli e delle misure europee per le zone disagiate come il Carso, con la presenza, fra gli altri, dell’eurodeputato on: Herbert Dorfmann e di Mario Busso curatore della guida Vinibuoni d’Italia.
E dalle 17.30, sia del 5 che del 6 giugno, si apriranno le porte del castello al pubblico. Saranno presenti oltre 20 viticoltori del Carso italiano e sloveno, 25 ristoratori della provincia di Trieste con i loro finger food e assaggi, soprattutto di pesce. Non mancheranno i corner con prodotti tipici agroalimentari come miele, oli, formaggi, prosciutti, caffè, erbe del Carso.
Ma chi è questa lady Vitovska? È un vitigno a bacca bianca diffuso nella provincia di Trieste e nella vicina Slovenia (nei territori che costituivano la provincia vera e propria di Trieste prima della seconda guerra mondiale). Il suo nome ha origini slovene, presumibilmente deriva dalla località di Vitolje ma c’è anche chi ipotizza che possa derivare da vitez cioè vino del cavaliere. Le epoche di germogliamento, fioritura e invaiatura sono medio-precoci.
Il grappolo è di forma piramidale, alato, di media grandezza e compatto. L'acino è di forma sferica, di colore giallo chiaro con il classico punto più scuro che la contraddistingue. La polpa è succosa e incolore, il sapore è neutro. Dalle sue uve si produce un vino secco e fresco dal profumo fruttato, vinoso, con sentore di pera Williams, talvolta anche di salvia. Il colore è giallo paglierino chiaro, il sapore leggermente acidulo e sapido, di buon corpo.

Il castello, di proprietà del Principe Carlo della Torre e Tasso, è uno dei più belli della regione. A picco sul mare, perfettamente conservato e con affascinanti giardini curatissimi e traboccanti di fiori multicolori. Si inizierà venerdì 5 giugno alle ore 15.00 con un convegno, moderato da Aurora Endrici, presso la sala conferenze del castello, dove si parlerà delle prospettive della vitivinicoltura per i giovani vignaioli e delle misure europee per le zone disagiate come il Carso, con la presenza, fra gli altri, dell’eurodeputato on: Herbert Dorfmann e di Mario Busso curatore della guida Vinibuoni d’Italia.
E dalle 17.30, sia del 5 che del 6 giugno, si apriranno le porte del castello al pubblico. Saranno presenti oltre 20 viticoltori del Carso italiano e sloveno, 25 ristoratori della provincia di Trieste con i loro finger food e assaggi, soprattutto di pesce. Non mancheranno i corner con prodotti tipici agroalimentari come miele, oli, formaggi, prosciutti, caffè, erbe del Carso.
Ma chi è questa lady Vitovska? È un vitigno a bacca bianca diffuso nella provincia di Trieste e nella vicina Slovenia (nei territori che costituivano la provincia vera e propria di Trieste prima della seconda guerra mondiale). Il suo nome ha origini slovene, presumibilmente deriva dalla località di Vitolje ma c’è anche chi ipotizza che possa derivare da vitez cioè vino del cavaliere. Le epoche di germogliamento, fioritura e invaiatura sono medio-precoci.
Il grappolo è di forma piramidale, alato, di media grandezza e compatto. L'acino è di forma sferica, di colore giallo chiaro con il classico punto più scuro che la contraddistingue. La polpa è succosa e incolore, il sapore è neutro. Dalle sue uve si produce un vino secco e fresco dal profumo fruttato, vinoso, con sentore di pera Williams, talvolta anche di salvia. Il colore è giallo paglierino chiaro, il sapore leggermente acidulo e sapido, di buon corpo.

