Cresce la perplessità e la delusione dei viticoltori lombardi nei confronti della Regione che non ha previsto la presenza dei Consorzi vinicoli lombardi all’interno del Padiglione Vino della prossima Expo. La prima lamentela era partita da Bergamo, in particolare dal presidente del Consorzio Valcalepio, Emanuele Medolago Albani, già il 3 marzo in occasione della conferenza stampa a Milano per presentare il padiglione lombardo al Vinitaly.



«Più passano i giorni però - dicono i diretti interessati - più cresce la pressione verso l’assessore all’Agricoltura, Gianni Fava, affinché si arrivi a un ripensamento: il vino lombardo non può essere presente solo nel Padiglione Lombardia insieme a tutto il resto dell’agroalimentare della regione, ma deve necessariamente schierarsi a fianco delle altre regioni vinicole che hanno investito molto nel Padiglione Vino, quello che attirerà direttamente gli interessati al settore di tutto il mondo. Inoltre a 40 giorni dall’apertura di Expo ancora non si sa nulla su come sarà organizzato il settore, circa 200 metri quadrati, riservato a tutto l’agroalimentare nel Padiglione Lombardia».

Conferma Luciano Bulgarelli, presidente del Consorzio Vini Mantovani: «Nessuna istruzione è arrivata sino ad oggi su come dobbiamo gestire lo spazio prenotato dalla Regione. Non entro nel merito della scelta regionale ma è certo che non essere presenti nel Padiglione Vino ci penalizza molto». Carlo Pietrasanta, viticoltore a San Colombano e presidente del Movimento turismo del vino lombardo: «Nel Padiglione Lombardia non ci sarà somministrazione e quindi nessun assaggio per far conoscere i nostri vini. Non essere presenti nel Padiglione Vino è un errore al quale occorre rimediare. Si può chiedere qualche contributo alle aziende e ai consorzi ma il grosso lo deve fare la Regione e non c’è tempo da perdere».

«Ritengo piuttosto grave l’assenza della Lombardia dal Padiglione Vino - afferma Paolo Percivalle, produttore di vino in Oltrepò e consigliere di amministrazione della Cantina sociale di Torrevilla - perché è lì che si dirigeranno subito gli interessati al vino». «Sarebbe bello - dichiara Sante Bonomo, presidente Ente Vini Bresciani - essere presenti in tutti e due i padiglioni. La Regione ha deciso senza consultarci ma spero che questo non sia elemento di rottura. Si tratterà di gestire bene la comunicazione, così che i vini lombardi non vengano ignorati».

La posizione dell’assessore Giovanni Fava è stata ribadita nei giorni scorsi in una nota diffusa da “Lombardia Notizie”: «Regione Lombardia ha ricevuto dalle aziende lombarde la richiesta di rimanere all'interno del Padiglione Lombardia per tre motivi: innanzitutto perché è l'unica Regione che ha un padiglione autonomo, che di per sé è motivo di grande visibilità in una manifestazione come Expo. In secondo luogo, perché i produttori di vino volevano partecipare dell'offerta complessiva dell'agroalimentare regionale; in terzo luogo, perché avrebbero potuto contare su spazi gratuiti».

«Il Consorzio Valcalepio - nelle parole del presidente Medolago e di Enrico Rota delegato per l’Expo - ripete di essere grato alla Regione per aver dedicato un padiglione apposito alla Lombardia ma al tempo stesso esprime perplessità per l’assenza della viticoltura lombarda nel Padiglione Vino, dove confluirà l’interesse di tutti gli operatori e appassionati del settore. Alle dichiarazioni dell’assessore che dovrebbero essere i Consorzi a procurarsi lo spazio nel Padiglione Vino, Enrico Rota replica ricordando che da ormai due anni il sistema dei consorzi non riceve contributi per la promozione».