La Carta di Milano per la montagna tutela le terre alte e la loro biodiversità
La “Carta di Milano per la Montagna” è il documento voluto dalle Comunità montane lombarde con l'intento di tutelare le cosiddette terre alte, come riserva preziosa di biodiversità e d’interesse globale
Una carta per tutelare, sostenere e promuovere il valore della montagna “come riserva preziosa di biodiversità e di interesse globale”. Questo il primo impegno che si propone la “Carta di Milano per la montagna” il documento presentato venerdì 23 ottobre al Palamonti di Bergamo come integrazione alla Carta di Milano per Expo 2015. Perché una Carta per la montagna a chiusura di Expo? Perché molto semplicemente nella Carta di Milano per Expo si fa riferimento a foreste e mare, ad agricoltura e patrimonio rurale, ma nessun accenno si fa alle comunità che vivono nelle Terre Alte e al loro indispensabile ruolo nell'alimentazione del Pianeta. Da qui l'elaborazione della “Carta di Milano per la montagna” che andrà alle Nazioni Unite come contributo alle riflessioni sul tema dello sviluppo sostenibile.

Voluta dalle Comunità montane lombarde, è stata presentata e sottoscritta dal mondo della montagna regionale: dal professor Annibale Salsa, past presidente generale del Cai, dal presidente del Cai di Bergamo Piermario Marcolin, dal presidente dell'Unione bergamasca del Cai Paolo Valoti, dal sottosegretario alle politiche per la montagna della Regione Ugo Parolo, dal presidente della conferenza delle 23 Comunità montane lombarde Alberto Mazzoleni, dal presidente del sistema Orobie Guido Fratta, da Elena Carnevali in rappresentanza dell'Unione dei Comuni ed enti montani e dal presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi.
La Carta ribadisce quindi gli impegni verso governi, istituzioni e organizzazioni internazionali per «promuovere un patto globale riguardo le strategie alimentari urbane e rurali in relazione all’accesso al cibo sano e nutriente, che coinvolga le principali aree metropolitane del Pianeta, le campagne, le aree marine e le aree montane; introdurre o rafforzare nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle mense scolastiche i programmi di educazione alimentare e promuovere la conoscenza dell’agro-biodiversità, dei prodotti agro-alimentari, dei cibi, della cultura e delle tipicità delle montagne; salvaguardare i patrimoni culturali tradizionali, i saperi locali, le autonomie - promuovendo pratiche di autogoverno quali espressioni di responsabilizzazione politico amministrativa per un’adeguata governance territoriale - e le identità sociali, gli stili di vita e la capacità nei secoli di rapportarsi all’ambiente e all’uso delle risorse, comprese quelle alimentari, in modo adattivo e realmente sostenibile mediante la promozione di un’agricoltura di tipo non intensivo in difesa delle nicchie produttive della montagna, non compatibili con modelli di tipo quantitativo agro-industriale; favorire politiche e azioni che mirino a garantire pari opportunità e condizioni socio-economiche tra i cittadini delle pianure e delle montagne».

Voluta dalle Comunità montane lombarde, è stata presentata e sottoscritta dal mondo della montagna regionale: dal professor Annibale Salsa, past presidente generale del Cai, dal presidente del Cai di Bergamo Piermario Marcolin, dal presidente dell'Unione bergamasca del Cai Paolo Valoti, dal sottosegretario alle politiche per la montagna della Regione Ugo Parolo, dal presidente della conferenza delle 23 Comunità montane lombarde Alberto Mazzoleni, dal presidente del sistema Orobie Guido Fratta, da Elena Carnevali in rappresentanza dell'Unione dei Comuni ed enti montani e dal presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi.
La Carta ribadisce quindi gli impegni verso governi, istituzioni e organizzazioni internazionali per «promuovere un patto globale riguardo le strategie alimentari urbane e rurali in relazione all’accesso al cibo sano e nutriente, che coinvolga le principali aree metropolitane del Pianeta, le campagne, le aree marine e le aree montane; introdurre o rafforzare nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle mense scolastiche i programmi di educazione alimentare e promuovere la conoscenza dell’agro-biodiversità, dei prodotti agro-alimentari, dei cibi, della cultura e delle tipicità delle montagne; salvaguardare i patrimoni culturali tradizionali, i saperi locali, le autonomie - promuovendo pratiche di autogoverno quali espressioni di responsabilizzazione politico amministrativa per un’adeguata governance territoriale - e le identità sociali, gli stili di vita e la capacità nei secoli di rapportarsi all’ambiente e all’uso delle risorse, comprese quelle alimentari, in modo adattivo e realmente sostenibile mediante la promozione di un’agricoltura di tipo non intensivo in difesa delle nicchie produttive della montagna, non compatibili con modelli di tipo quantitativo agro-industriale; favorire politiche e azioni che mirino a garantire pari opportunità e condizioni socio-economiche tra i cittadini delle pianure e delle montagne».

