Grappe e distillati “made in Vicenza”. Una tradizione da scoprire... e degustare!
L’eccellenza vicentina nella produzione di grappe e distillati, che negli ultimi anni ha visto una progressiva evoluzione, si mette in mostra dal 28 settembre al 5 ottobre con Distillerie Aperte a cura di Made in Vicenza
Prodotta storicamente in tutta la nostra provincia in alambicchi di rame a fuoco diretto di dimensioni molto ridotte, negli ultimi trent’anni la grappa vicentina ha visto una progressiva evoluzione e un perfezionamento della sua produzione che non ne ha tuttavia alterato il metodo di lavorazione artigianale. Una vera eccellenza, che gli appassionati di tutta Italia potranno conoscere meglio dal 28 settembre al 5 ottobre in occasione della 18ª edizione di Distillerie Aperte, la manifestazione organizzata da Made in Vicenza per promuovere non solo i distillati della provincia vicentina - una delle zone più famose in Italia e nel mondo per questa produzione - ma anche la storia e la cultura collegate a questo affascinante mondo.

Un tempo considerata un prodotto semplice per gente semplice in quanto ottenuta dalla distillazione delle vinacce (ossia le bucce e i vinaccioli dell’uva), la grappa aveva una funzione sia “nutritiva” che “farmaceutica”. Era poi uno degli ingredienti del caratteristico “aperitivo agricolo” assieme al vino e all’acqua, oltre che la componente principale del “grigioverde”, il caratteristico bicchierino di grappa e menta che un tempo gli uomini bevevano alla “bottega”, il bar che offriva ristoro dal freddo.
Storicamente prodotta nella zona dei colli Berici e nel Bassanese, la grappa vicentina è un distillato di vinaccia prevalentemente rossa da vitigni Merlot, Cabernet e altre varietà autoctone quali il Tai Rosso, il Cruajo, il Groppello...
Il metodo di produzione adottato dalla maggior parte delle aziende vicentine è quello della distillazione a vapore “a ciclo discontinuo” in apposite caldaiette in rame, all’insegna di una tradizione e di un sapere antico che si rinnovano in ogni sorso, come dimostrano anche i premi vinti dalle distillerie vicentine in numerosi concorsi, come la Douja d’Or di Asti.
Pagina Facebook: www.facebook.com/DistillerieAperte
Foto: Poli Distillerie

Un tempo considerata un prodotto semplice per gente semplice in quanto ottenuta dalla distillazione delle vinacce (ossia le bucce e i vinaccioli dell’uva), la grappa aveva una funzione sia “nutritiva” che “farmaceutica”. Era poi uno degli ingredienti del caratteristico “aperitivo agricolo” assieme al vino e all’acqua, oltre che la componente principale del “grigioverde”, il caratteristico bicchierino di grappa e menta che un tempo gli uomini bevevano alla “bottega”, il bar che offriva ristoro dal freddo.
Storicamente prodotta nella zona dei colli Berici e nel Bassanese, la grappa vicentina è un distillato di vinaccia prevalentemente rossa da vitigni Merlot, Cabernet e altre varietà autoctone quali il Tai Rosso, il Cruajo, il Groppello...
Il metodo di produzione adottato dalla maggior parte delle aziende vicentine è quello della distillazione a vapore “a ciclo discontinuo” in apposite caldaiette in rame, all’insegna di una tradizione e di un sapere antico che si rinnovano in ogni sorso, come dimostrano anche i premi vinti dalle distillerie vicentine in numerosi concorsi, come la Douja d’Or di Asti.
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Foto: Poli Distillerie

