Anche se è vero che a una signora non si chiede l’età, Pomaria - la festa dedicata alle mele Dop della Val di Non e alle sue eccellenze gastronomiche che prende il nome dalla dea romana dei frutti - è orgogliosa di dichiarare la propria, festeggiando i 10 anni e presentandosi in una veste ancora più bella.

Uno dei dati più interessanti dell’evento è la sua forte identità locale che, fin dalla prima edizione, lo ha portato ad essere incentrato non solo sulle mele, elemento rappresentativo di un terroir ancora più che di un territorio, ma su ciò che di più autentico la Val di Non e il territorio circostante esprimono in termini di enogastronomia. Se ora un’espressione come Km 0 è entrata nel lessico comune, 10 anni fa non era così e Pomaria ha lanciato un messaggio preciso mettendo in scena solo eccellenze locali e di rigorosa produzione artigianale.



Questa connotazione le ha permesso di ritagliarsi un’identita precisa tra le feste gastronomiche autunnali e ha richiamato numerosi gastronauti e appassionati di “cose buone”. Più di 150mila sono infatti le presenze contate in 10 edizioni e moltissimi sono gli “affezionati” che, anno dopo anno, tornano a Casez per vivere appieno la festa, partecipare ai laboratori, portarsi a casa i sapori della Val di Non.

Qualche numero è sicuramente utile per mettere a fuoco l’entità della regia di questa festa: 15mila le presenze del 2013, più di 50 espositori, 10 tra appuntamenti Slow Food e degustazioni guidate, 10 laboratori, circa 30 attività per i bambini.

Come da tradizione, a Casez, per la 10ª edizione di Pomaria, saranno presenti tutte le varietà di mele del consorzio Melinda, ma anche quelle antiche e rare esposte in una mostra pomologica tra le più ricche d’Italia che grazie alla sua varietà riesce a sorprendere, anno dopo anno, intenditori e botanici. Lo sforzo di reperimento per questo compleanno sarà ancora più grande e l’esposizione farà capire ancora meglio come sia affascinante la riscoperta della frutta antica, con i suoi nomi, profumi e forme poco consuete.

Con il passare del tempo, oltre alla valorizzazione del meglio della produzione enogastronomica del territorio, elemento chiave di Pomaria è diventata l’interattività che caratterizza tutto lo spirito della manifestazione. Perché per capire cosa deve raccontare di buono un territorio non ci si può limitare ad assistere, ma si devono mettere lettarlmente le mani in pasta. Per sperimentare come si fa, ricordare e portare a casa un racconto vero che non si esaurisca finita la degustazione.

Protagonitsta del decimo anno sarà, quindi, il teatro con le “messe in scena di gusto” della famosa compagnia teatrale Koinè, specializzata nell’ideazione di raffinati e divertenti spettacoli di teatro sostenibile, il cui focus principale è l’intrattenimento interattivo con il pubblico. Grazie alla creatività degli attori alcune degustazioni diventeranno, infatti, momenti di racconto divertenti, spettacolari, interessanti. Per festeggiare in modo speciale i 10 anni gli attori “occuperanno” tutto il borgo di Casez e il pubblico non potrà sfuggire!

La connessione tra gusto e teatro deriva dal fatto che entrambi sono rappresentazione. Il cibo è un racconto caleidoscopico perché dice del luogo da cui proviene, parla del clima, dell’inventiva dei suoi abitanti, delle caratteristiche della terra, del lavoro legato all’agricoltura, del legame con ciò che ha mantenuto di ancestrale. Il cibo è rappresentazione poiché coinvolge tutti i sensi e, come la letteratura ha più volte testimoniato, il suo legame con le emozioni e la capacità di rievocare ricordi è straordinaria.

E nel suo spirito giustamente celebrativo, l’edizione numero dieci di Pomaria punterà proprio su questo: ricordare che l’eccellenza è espressione di cura, amore per un territorio, desiderio di confronto e di condivisione con il mondo. La diffusione della melicoltura in questa parte del Trentino ha caratterizzato il paesaggio, ha plasmato molti aspetti socio-economici e ha reso famosa a livello internazionale una valle-anfiteatro che ha una conformazione adatta a favorire un incontro con chi la viene a visitare, un po’ come accade per un palcoscenico: si entra in sala, si prende posto e ci lascia sorprendere in modo attivo.

Parlando di attività e interattività, una delle cose più apprezzate di sempre è il campo di mele che i visitatori avranno a loro disposizione proprio per imparare come si fa a raccogliere le mele direttamente dalla pianta. Quale è il motivo di questa scelta? Di lasciare integro un intero campo? Il raccolto è in corso, le mele sono ancora fresche e non è certo difficile acquistarle appena confezionate. Gli organizzatori e i contadini della Val di Non vogliono però che i visitatori vivano un’esperienza. I maestri raccoglitori sono al loro fianco con cassette, scale, racconti di vita e insegneranno agli allievi come si fa a raccogliere una mela nel modo migliore per farla durare nel tempo. I movimenti sono delicati ma decisi al tempo stesso e grazie ad essi il frutto si stacca di colpo, con il suo picciolo, dato che è fondamentale per la conservazione. Così come lo è il modo in cui viene maneggiato e riposto. Tutte le azioni devono essere svolte con la massima cura e attenzione, altrimenti le mele si ammaccano e perdono la loro croccantezza.



Ma come avveranno i momenti di teatro-degustazione? Si susseguiranno a cicli continui nell’arco delle due giornate e saranno guidati da attori professionisti che coinvolgeranno i partecipanti, anche mediante supporti audiovisivi, in esperienze multisensoriali e del territorio, della varità delle mele della Val di Non e dei formaggi locali. Oltre ai sapori e ai frammenti teatralizzati di storie di agricoltura, “strumenti” in dotazione saranno cuffie, microfoni, schermi, postazioni con “vani sorpresa”, raggi infrarossi…

I visitatori unitamente ai momenti di gusto-teatro, avranno come di consueto la possibilità di prendere parte alle numerose attività che con mele e prodotti eno-gastronomici “di prossimità” sono l’elemento chiave della manifestazione: laboratori dove si lavora in gruppo per preparare dolci e marmellate, degustazioni Slow Food, concorsi d’arte e sfide per le mele più belle e più grandi. Un capitolo speciale è quello riservato ai bambini che potranno sperimentare la cottura di dolci e confetture in numerosi laboratori artigianali creati appositamente per loro grazie alla collaborazione delle Fattorie Didattiche del Trentino (falegnameria, lavorazione di tessuti, filatura della lana) e in divertenti momenti di incontro con poni e animali da cortile.

I tanti momenti “con le mani in pasta”, guidati da esperti, insegneranno inoltre a preparare strudel, torte e composte a base di mela che gli allievi potranno portare con sé alla fine del laboratorio.

Tra i momenti più belli e interessanti, le degustazioni curate dalla condotta Slow Food della zona che avranno luogo nell’arco di tutto il weekend con il coinvolgimento dei visitatori - come durante i momenti di teatro - nella ricerca delle particolarità di cibi, vini e distillati. E alla fine è consuetudine che i partecipanti scoprano di avere una capacità di ascolto e interpretazione di sapori e fragranze che mai avrebbero immaginato.

Nel corso del weekend, i visitatori assaporeranno anche tutti i ruoli che le mele possono interpretare, attrverso le loro trasformazioni: confetture e composte, succhi, sidro, aceto, “persecche”, infusi…

Una grande attrattiva di Pomaria sono sempre le differenti isole espositive dell’evento. Naturalmente, sono tutte locali per far provare ai visitatori solo le eccellenze di prossimità. Si può trovare la profumatissima mortandela, “presidio” Slow Food che con la sua miscela di spezie è diventato uno dei salumi più famosi e apprezzati del Trentino, ma anche numerosi prodotti caserari artigianali a latte crudo come il Casolet o quelli del caseificio di Pejo, l’unico a essere ancora turnario in Trentino. Non mancano, inoltre, piccole produzioni spumantistiche di Trentodoc, distillati, mieli artigianali, dolci e pasticceria secca e altre leccornie di piccoli artigiani.

Se a Pomaria è possibile assistere a una vera e propria gustosa messa in scene di prodotti locali è merito dell’attività di ricerca e selezione dell’Associazione “Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole”. Con i suoi 180 affiliati, tutela a promuove realtà artigianali, filiere corte e prodotti a “rischio di estinzione”.

Del luogo anche la ristorazione che propone piatti preparati con ingredienti della valle e del Trentino, assi portanti di ricette della tradizione o di gustose rivisitazioni. Polente con farine provenienti da coltivazioni di alta quota, condimenti con il presidio Slow Food mortandela, profumate combinazioni di funghi e caldissimo formaggio filante...

Per ulteriori informazioni su Pomaria:    
www.pomaria.it
www.visitvaldinon.it
www.stradadellamela.it
www.melinda.it



Speciali pacchetti weekend “Pomaria”
Chi desidera vivere il week end di Pomaria, godendo dell’ospitalità locale può approfittare dei pacchetti offerti dagli agriturismi e dagli hotel che aderiscono all’iniziativa. Per due pernottamenti, la tariffa parte da Euro 159,00 a persona in camera doppia con trattamento di pernottamento e prima colazione. Tra le altre cose, il prezzo include: pranzo con degustazione presso una delle isole del gusto di Pomaria, visita degustazione con pranzo presso un’azienda dove si produce il raffinato balsamico di mela e il sidro, un’escursione nei canyon della Valle di Non e allo spettacolare Santuario di San Romedio.

Per informazioni e prenotazioni pacchetti:
Guida Vacanze
via Brescia 4 - 38027 Malè (Tn)
Tel 0463 900177 - Fax 0463 900178
www.guidavacanze.it
info@guidavacanze.it

Un progetto che punta ad un turismo di qualità
L’associazione “Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole” nasce nel 2003 per volontà di contadini, locandieri, agrituristi, proprietari di negozi di prodotti tipici ed enoteche della Valle del Noce, che con entusiasmo e passione hanno dato vita ad un importante progetto volto ad offrire agli ospiti in visita in questi splendidi posti un ottimo servizio. Gli Associati della Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, infatti, si sono impegnati a seguire un rigido e preciso disciplinare per garantire ai visitatori servizi di ottima qualità: l’offerta di prodotti tipici locali sempre genuini e gustosi, menù a tema con i piatti della tradizione e ambienti confortevoli e curati in ogni dettaglio.