Expo 2015, protocollo d'intesa per l'Italia. Progetti educativi per l'agroalimentare
L'intesa sulla presenza dell'Italia a Expo 2015 è stata firmata dal ministro Martina, Giuseppe Sala e Diana Bracco. Un’importante convergenza di volontà per dare una rappresentazione coerente del settore agroalimentare
Con la firma del protocollo d’intesa sulla nostra presenza all’Expo 2015, tra il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il commissario unico del Governo, Giuseppe Sala, e il commissario del padiglione Italia, Diana Bracco, sono state definite a Roma, nel Tempio di Adriano, le modalità di coordinamento, attuazione e contribuzione nella nostra agricoltura e di tutto il comparto dell’agroalimentare all’Esposizione universale di Milano.
La presenza italiana all’evento (1 maggio-31 ottobre 2015) a cui parteciperanno oltre 130 Paesi, ha come obiettivo primario, sul tema “Nutrire il pianeta. Energie per la vita”, quello di valorizzare le nostre eccellenze culturali, artistiche, scientifiche, architettoniche e paesaggistiche. Soprattutto ad essere in primo piano saranno quelle più originali ed esclusive delle filiere economico-produttive dell'agroalimentare.

Nella foto, da sinistra: Giuseppe Sala, Maurizio Martina e Diana Bracco
«Il settore agroalimentare - ha detto il ministro Martina - è strategico per l’economia del nostro paese, secondo solo al manifatturiero. Fa il 17% del Pil, ha numeri straordinari nell’export, ma può fare di più. Abbiamo lavorato molto a questo progetto con la messa a punto di linee progettuali che aiuteranno molto questo settore ad essere protagonista. Faremo squadra tra pubblico e privato, unendoci alla rete di aziende che hanno saputo incrociare predisposizione, perfezione e innovazione. L’Expo sarà una piattaforma formidabile per far fare loro un salto di qualità». L’accordo prevede la realizzazione di progetti con finalità educative e di intrattenimento in grado di coinvolgere il più ampio numero di strutture associative e agricole.
«Dobbiamo dare ai 20 milioni di visitatori previsti - ha detto il commissario per il Governo Giuseppe Sala - un’esperienza che li faccia interagire. Abbiamo tempi stretti e dobbiamo correre per mostrare loro le migliori caratteristiche del nostro Paese. Questa non è una fiera come tante, anche importanti. Dobbiamo essere garanti della nostra grande storia».
Per Diana Bracco, commissario del padiglione Italia, l’intesa appena sottoscritta esprime un’importante convergenza di volontà e di visioni per dare una rappresentazione coerente e concreta del settore agroalimentare.«Un settore - ha detto - che dà cifre notevoli nell’export, ma che merita un impulso maggiore». Un aspetto è stato ripetutamente sottolineato: quello del rapporto tra la nutrizione e il sistema educativo che riguarda anche i bambini più piccoli, esposti sempre più al rischio dell’obesità.
Per il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, intervenuta con un messaggio video, l’Expo è una grande occasione per un messaggio culturale operativo rivolto all’Unione europea e al resto del mondo per i consumatori di tutte le età che mangino non perché devono. «Sono assolutamente d’accordo con la proposta del Ministro Martina - ha detto - perché l’educazione alimentare diventi nelle scuole materia di studio».
Queste le prime azioni previste dal protocollo d’intesa:
La presenza italiana all’evento (1 maggio-31 ottobre 2015) a cui parteciperanno oltre 130 Paesi, ha come obiettivo primario, sul tema “Nutrire il pianeta. Energie per la vita”, quello di valorizzare le nostre eccellenze culturali, artistiche, scientifiche, architettoniche e paesaggistiche. Soprattutto ad essere in primo piano saranno quelle più originali ed esclusive delle filiere economico-produttive dell'agroalimentare.

Nella foto, da sinistra: Giuseppe Sala, Maurizio Martina e Diana Bracco
«Il settore agroalimentare - ha detto il ministro Martina - è strategico per l’economia del nostro paese, secondo solo al manifatturiero. Fa il 17% del Pil, ha numeri straordinari nell’export, ma può fare di più. Abbiamo lavorato molto a questo progetto con la messa a punto di linee progettuali che aiuteranno molto questo settore ad essere protagonista. Faremo squadra tra pubblico e privato, unendoci alla rete di aziende che hanno saputo incrociare predisposizione, perfezione e innovazione. L’Expo sarà una piattaforma formidabile per far fare loro un salto di qualità». L’accordo prevede la realizzazione di progetti con finalità educative e di intrattenimento in grado di coinvolgere il più ampio numero di strutture associative e agricole.
«Dobbiamo dare ai 20 milioni di visitatori previsti - ha detto il commissario per il Governo Giuseppe Sala - un’esperienza che li faccia interagire. Abbiamo tempi stretti e dobbiamo correre per mostrare loro le migliori caratteristiche del nostro Paese. Questa non è una fiera come tante, anche importanti. Dobbiamo essere garanti della nostra grande storia».
Per Diana Bracco, commissario del padiglione Italia, l’intesa appena sottoscritta esprime un’importante convergenza di volontà e di visioni per dare una rappresentazione coerente e concreta del settore agroalimentare.«Un settore - ha detto - che dà cifre notevoli nell’export, ma che merita un impulso maggiore». Un aspetto è stato ripetutamente sottolineato: quello del rapporto tra la nutrizione e il sistema educativo che riguarda anche i bambini più piccoli, esposti sempre più al rischio dell’obesità.
Per il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, intervenuta con un messaggio video, l’Expo è una grande occasione per un messaggio culturale operativo rivolto all’Unione europea e al resto del mondo per i consumatori di tutte le età che mangino non perché devono. «Sono assolutamente d’accordo con la proposta del Ministro Martina - ha detto - perché l’educazione alimentare diventi nelle scuole materia di studio».
Queste le prime azioni previste dal protocollo d’intesa:
- Il Padiglione Italia realizzerà quello dell’esperienza vitivinicola italiana in uno spazio autonomo dedicato.
- Expo 2015 favorirà la rappresentazione delle filiere agroalimentari, mettendo a disposizione uno spazio dedicato per la realizzazione di un padiglione specifico.
- Progetto start up. Saranno previsti spazi all’interno del Padiglione Italia ed eventi per la valorizzazione di nuovi talenti imprenditoriali (con un bando).
- Progetto formazione: sarà realizzato con il supporto delle Università, dell’Ismea e del Cra un master in campo agroalimentare per 100 giovani neolaureati di discipline riferibili al settore agricolo e agroalimentare.
- Progetto Le eccellenze italiane. Il Ministero attiverà uno speciale bando di gara per la selezione di nuovi progetti con elevato contributo di innovazione che saranno presentati nel corso dell’esposizione.
- Progetto Promozione del made in Italy. Eventi dedicati alla promozione nelle produzioni nazionali di qualità Dop, altri dedicati al biologico, e creazione di un marchio identificativo della produzione nazionale. Numerosi gli interventi di rappresentanti delle maggiori associazioni agricole che hanno espresso soddisfazione per un traguardo importante perché attraverso i nostri prodotti mostreremo al mondo il nostro modello di sviluppo.


