"Rieti cuore piccante" al via con il nuovo libro di Fabio Campoli
“Elogio al peperoncino” è il libro del cuoco Fabio Campoli presentato a Roma in occasione della serata dedicata a "Rieti cuore piccante", dal 29 agosto al 1 settembre. 70 ricette ognuna con un tipo diverso di peperoncino
Per quattro giorni Rieti sarà la capitale mondiale del peperoncino con l'articolato programma predisposto per la terza edizione di “Rieti Cuore Piccante”, un evento giovane ma divenuto di fatto la fiera mondiale del peperoncino. L'evento è stato presentato a Roma, alla Città del Gusto del Gambero Rosso tra festoni di peperoncini multicolori e degustazioni di piatti sabini a base di prodotti del territorio, tutti abbinati o abbinabili al gusto del piccante. Nell'occasione è stato presentato un volume, “Elogio al Peperoncino” (Autentica edizioni, 160 pagine, 10 euro) firmato dallo chef Fabio Campoli (nella foto) che ha elaborato 70 ricette ognuna con un tipo diverso di peperoncino ed abbinata ad un vino scelto da Marco Sabellico, esperto di vini del Gambero Rosso. Ha dato il suo dotto contributo Walter Marmo, sul tema delle applicazioni anche in campo medico della capsaicina, il principio attivo della bacca. «Con queste ricette - ha detto Fabio Campoli - ho voluto andare oltre il piccante, perché il peperoncino non è un semplice ingrediente, ma un'alchimia, una nota decisa che regala ad un piatto vigore e componenti aromatiche esaltandone le caratteristiche».
Qualche esempio? Con la ciambella di verdure e nocciole ci va l'Habanero bianco, mentre il vino giusto sarebbe il Conegliano Valdobbiadene Dry, mentre con i ravioli alla rapa rossa è perfetto il brasiliano Cumari do Passarino. L'abbinamento scelto è con un bianco deciso, il Lugana Superiore. Abbattuto il luogo comune che il piccante sia patrimonio della cucina povera: a Rieti si esibiranno con creazioni di alta cucina chef del calibro di Angelo Troiani del Convivio di Roma, di Iside e Romano De Cesare de La Parolina di Acquapendente (Vt) e di Maurizio e Sandro Serva de La Trota di Rivodutri (Ri).
Un parterre di chef, sommelier, enogastronomi e volti celebri ha accolto con interessa il programma dei quattro giorni di festa annunciati da Stefano Colantoni, presidente dell'associazione del peperoncino. C'erano la star dei fornelli Antonella Clerici, madrina di “Rieti Cuore piccante”, il sommelier Alessandro Scorzone, il cuoco-scrittore Alessandro Circiello, gli attori Lino Banfi e Lando Buzzanca e molti altri personaggi di vari settori della cultura accomunati dal gusto dell'infuocata spezia. Presenti anche delegazioni di Ghana, Honduras,Messico e Sri Lanka.
A Rieti saranno al centro dell'attenzione ben 946 varietà di questo dono arrivato in Europa con le caravelle di Colombo. Oltre al classico diavolicchio, il più diffuso in Italia, potranno essere ammirati, gustati e acquistati peperoncini di tutte le dimensione, forme e colori e con tutte le declinazioni di piccantezza. Tutta la città sabina, proiettata in una dimensione internazionale per la presenza di tanti ospiti italiani e stranieri, è pronta per il taglio del nastro al Palazzo Papale. Saranno presenti il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo e tutte le istituzione che hanno creduto in un progetto innovativo per valorizzare un prodotto di uso comune ma di cui non esistevano né una filiera né una normativa né dati sulla produzione o sull'import.L'Italia riceve circa l'80 per cento del suo fabbisogno dai grandi esportatori come Messico, Spagna e Olanda, pur avendo tutte le possibilità di produrne per clima e qualità dei terreni, senza considerare la possibilità di reddito integrativo per gli agricoltori. Un primo successo, come ha detto alla presentazione Guglielmo Rositani, fondatore dell'accademia italiana del peperoncino e ideatore della festa reatina, è stato il coinvolgimento del ministero delle Politiche agricole che si è impegnato ad una regolamentazione di un prodotto dal forte movimento commerciale. Certo è che sul peperoncino fervono iniziative private: già 30 aziende di media grandezza lo producono e in Calabria - la regione più piccante d'Italia - è attivo un consorzio con 25 produttori.


