Elisabetta Gnudi AngeliniRaccontarsi, raccontare la propria storia umana intrecciata a quella professionale con sincerità e coraggio. Lo farà Elisabetta Gnudi Angelini (nella foto), imprenditrice alla guida di quattro aziende vitivinicole tra i territori di Montalcino, Chianti Classico e Morellino di Scansano, portando tutte le sue migliori etichette in una degustazione curata dal giornalista de Il Messaggero, Antonio Paolini. Non si fa vino come si producono bulloni o altre merci: dietro c'è sempre una storia che intreccia passioni e destini, le idee e la scommessa di poterle realizzare.

Vale la pena di essere ascoltata quella tutta personale di questa sempre sorridente e determinata signora del vino che da Roma ha scelto la Toscana come la sua terra. Non si racconterà agli amici in un salotto, ma ad una platea di sconosciuti per un appuntamento estivo dal format originale. Avverrà al Festival delle storie, un evento insolito e itinerante ideato dal giornalista Vittorio Macioce che si svolgerà nella Valle del Comino, sul versante laziale del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

L'appuntamento è fissato per 28 agosto in uno dei borghi della Val Comino, San Donato, all’interno della giornata dedicata al “costruttore”. Il format si ispira infatti al gioco dei tarocchi e sono le figure delle carte a scandire il tema, prendendo ispirazione da una delle prime canzoni di Fabrizio De Andrè, “Volta la carta”. Il tema del 28 agosto sarà la costruzione, e il Festival delle storie, itinerante tra Alvito, Atina, Vicalvi, Casalvieri, Gallinaro, Picinisco e Posta Fibreno, si fermerà a San Donato perché dopo la seconda guerra mondiale furono proprio gli scalpellini del borgo a ricostruire l’abbazia di Montecassino.

Vuole essere un messaggio positivo che passa anche attraverso l’esempio di un’imprenditrice come Elisabetta Gnudi Angelini che non ha soltanto eretto cantine, ma ha soprattutto costruito un’idea di impresa, che è partita dalla salvaguardia dell’ambiente e dall’impiego delle energie rinnovabili per approdare alle certificazioni per la salute e la sicurezza del lavoro e per la gestione della qualità. La degustazione sarà tutta incentrata sul Sangiovese e sulle sue diverse espressioni nei territori di origine.

Si partirà dunque dal giovane Morellino di Scansano del 2012, fresco e vivace come è nella sua natura originale, per poi passare al Chianti Classico 2010 e al Chianti Classico Riserva 2008 di Borgo Scopeto, che mostrerà il suo lato appunto più classico, senza inutile forzature e con la sua insita eleganza. La degustazione poi arriverà a Montalcino, con il Rosso 2010 e il Brunello 2008 di Caparzo che dimostreranno l’austerità di cui è capace il Sangiovese in questo lembo di terra toscana.

“Tu sei il mio vino, quello che considero migliore al mondo, al quale dedico tutte le mie energie - aveva detto in un immaginario colloquio col Sangiovese - perché quello che otteniamo non è replicabile da nessun altro, sei unico e fedele a questa bella Toscana che ormai considero come ia terra”. E ancora: “Sei la sfida per eccellenza che mi diverte ancora affrontare quotidianamente, che mi spinge da te appena posso, che mi fa parlare di noi al mondo intero, facendomi sentire parte e strumento di un comune grande destino” (da “Il romanzo del Sangiovese” di Andrea Zanfi, Salvietti e Barabuffi editori).

Il festival, sempre secondo il tema delle carte dei tarocchi, si sposterà ogni giorno fino al 31 agosto tra i borghi della Val Comino, tra rocche, castelli, piazze medievali e vicoli e un orizzonte che si perde nel verde. Si parlerà di calcio, musica, religione, cucina il tutto sempre seguendo il filo dei racconti, asse portante dell’intero progetto. Tanti gli ospiti protagonisti, tra intellettuali, scrittori, attori, imprenditori che daranno vita a dibattiti e a reading, volti portare la cultura anche nei territori più piccoli d’Italia. Accanto agli incontri anche una serie di attività collaterali come laboratori di scrittura, fumetto, lezioni gastronomico-letterarie dove non mancheranno escursioni naturalistiche, birdwatching, mountain bike archeologico, soste culinarie nei ristoranti tipici della zona.