Verso Cibus 2014 Obiettivo: focalizzare sui mercati esteri
Presentate le attività di Cibus, tutte volte all’internazionalizzazione: il Cibus Market Check, la partecipazione alla Fiera di Bangkok e il Cibus Global Forum. Cibus 2014 sarà a Parma dal 5 all’8 maggio
Si lavora alacremente già dalla chiusura dell’edizione 2012, che ha visto la partecipazione di 60mila operatori professionali certificati, per preparare l’appuntamento del prossimo anno di quella che è la più importante fiera italiana dell’agroalimentare.
I dati del primo bimestre 2013 confermano il trend di crescita dell’export e suggeriscono la rotta da tenere: «Ormai un prodotto alimentare su 5 finisce sui mercati esteri», ha dichiarato Filippo Ferrua Magliani, presidente di Federalimentare. «Una fetta di valore che, l’anno scorso, ha sfiorato i 25 miliardi di euro e prova che, complice la recessione dei consumi interni, l’export rappresenta una delle più importanti valvole di sfogo e di redditività per il settore alimentare. E al +7% del 2012 fa seguito il +12% dei primi due mesi del 2013».

Paesi Arabi ed Estremo Oriente hanno offerto le performance migliori con punte di +42%, ma fa ben sperare anche la ripresa del mercato Usa. «Le fiere leader - ha spiegato Antonio Cellie, ad di Fiere di Parma - restano strumenti fondamentali per presidiare e sviluppare i diversi mercati. E questo è il caso di Cibus sull’agroalimentare che ha scelto un posizionamento distintivo: essere l’appuntamento più importante al mondo per conoscere e capire i gioielli del nostro Made in Italy alimentare attraverso un percorso non solo fieristico ma esperienziale sul territorio».
Ecco nel dettaglio le iniziative di Cibus in corso che sono state presentate in conferenza stampa:
Durante il convegno di presentazione è intervenuto anche Daniele Rossi, direttore generale di Federalimentare: «Associamo 6.250 aziende alimentari e 19 associazioni di categoria che rappresentano l’Industria Alimentare del Paese, secondo settore subito dopo il meccanico, con 130 miliardi di euro di fatturato, 25 miliardi di euro di export e ben 405mila addetti».
«Abbiamo grande rispetto - ha concluso Franco Boni, presidente di Fiere di Parma - per le fiere italiane che in questi anni hanno saputo, come noi, concentrarsi sulle loro “core competence”, spesso distrettuali, consolidando e sviluppando i loro prodotti fieristici di successo».
I dati del primo bimestre 2013 confermano il trend di crescita dell’export e suggeriscono la rotta da tenere: «Ormai un prodotto alimentare su 5 finisce sui mercati esteri», ha dichiarato Filippo Ferrua Magliani, presidente di Federalimentare. «Una fetta di valore che, l’anno scorso, ha sfiorato i 25 miliardi di euro e prova che, complice la recessione dei consumi interni, l’export rappresenta una delle più importanti valvole di sfogo e di redditività per il settore alimentare. E al +7% del 2012 fa seguito il +12% dei primi due mesi del 2013».

Paesi Arabi ed Estremo Oriente hanno offerto le performance migliori con punte di +42%, ma fa ben sperare anche la ripresa del mercato Usa. «Le fiere leader - ha spiegato Antonio Cellie, ad di Fiere di Parma - restano strumenti fondamentali per presidiare e sviluppare i diversi mercati. E questo è il caso di Cibus sull’agroalimentare che ha scelto un posizionamento distintivo: essere l’appuntamento più importante al mondo per conoscere e capire i gioielli del nostro Made in Italy alimentare attraverso un percorso non solo fieristico ma esperienziale sul territorio».
Ecco nel dettaglio le iniziative di Cibus in corso che sono state presentate in conferenza stampa:
- CIBUS MARKET CHECK - Cibus porta gruppi di export manager delle aziende alimentari italiane in visite guidate “in store” per far conoscere i format e le politiche di scaffale dei prodotti del food made in Italy, e quindi la dislocazione delle marche italiane nel punto vendita, lo spazio occupato, le fasce di prezzo, le logiche di category e il posizionamento rispetto a prodotti/paesi competitor. Contestualmente si incontrano i buyers delle catene visitate per aprire un dialogo sulle potenzialità dei prodotti italiani, e sul modo migliore di definirne l’offerta. Dopo il successo della prima tappa a Mosca, ecco le altre tappe: 25 maggio 2013, Thailandia (Bangkok); 28 giugno 2013, Brasile (San Paolo); 2 luglio 2013, Usa (New York); 15 novembre 2013, Cina (Shanghai).
- PARTECIPAZIONE ALLA FIERA THAIFEX DI BANGKOK - Fiere di Parma, Cibus e Koelnmesse (organizzatrice di Anuga, la rassegna tedesca del food and beverage leader nel mondo) hanno deciso di organizzare a Thaifex, dal 22 al 26 maggio 2013, un’area italiana dove mostrare l’offerta delle aziende italiane e partecipare a eventi e incontri (alla proposta hanno già aderito oltre 50 aziende italiane). Thaifex viene considerata la porta di ingresso dei mercati del Sud Est Asiatico. Si aggiunga che gruppi di manager di imprese italiane parteciperanno con Cibus ad altre grandi fiere, come Prodexpo Mosca, Fhc a Shangai, Fancy Food a New York, Sial in Brasile.
- CIBUS GLOBAL FORUM - La presidente dei Giovani Imprenditori di Federalimentare, Annalisa Sassi, ha presentato così l’evento: «Un forum internazionale sulla specificità del modello alimentare italiano e sugli scenari evolutivi dei mercati esteri, organizzato dai Giovani di Federalimentare e da Fiere di Parma, con la collaborazione del gruppo Food, che si terrà presso Fiere di Parma nei giorni di giovedì 16 maggio e venerdì 17 maggio 2013. Al convegno interverranno, imprenditori, ricercatori, storici dell’industria e dell’alimentazione, economisti e statistici, protagonisti dell’industria e della distribuzione internazionale, specialisti dell’Ice, rappresentanti delle istituzioni (vedi programma allegato).Tra i temi che verranno trattati l’unicità del modello alimentare italiano, l’evoluzione del Made in Italy alimentare italiano, le sue performance economiche e il suo posizionamento sui mercati esteri, le best practice per crescere fuori dall’Italia, il contesto distributivo e quello normativo nei mercati consolidati e in quelli emergenti, la percezione che i nostri consumatori hanno all’estero del Food italiano».
Durante il convegno di presentazione è intervenuto anche Daniele Rossi, direttore generale di Federalimentare: «Associamo 6.250 aziende alimentari e 19 associazioni di categoria che rappresentano l’Industria Alimentare del Paese, secondo settore subito dopo il meccanico, con 130 miliardi di euro di fatturato, 25 miliardi di euro di export e ben 405mila addetti».
«Abbiamo grande rispetto - ha concluso Franco Boni, presidente di Fiere di Parma - per le fiere italiane che in questi anni hanno saputo, come noi, concentrarsi sulle loro “core competence”, spesso distrettuali, consolidando e sviluppando i loro prodotti fieristici di successo».


