Lucca? Fascinosa e golosa, insieme. Per scoprirlo, basta percorrere l’anello delle sue mura trasformate in un viale sopraelevato e lasciarsi sedurre dalle tentazioni di via Fillungo: è qui che i turisti per gola trovano, botteghe e vecchie osterie, dove fare shopping gourmand e assaggiare la sapida cucina lucchese a base di zuppe, castagnaccio e buccellato (il pane dolce tipico della città). È per questo che Lucca omaggia le sue tradizioni culinarie con “Il Desco”, evento gastronomico lungo un mese e maxi contenitore di sapori&saperi della Lucchesia intera.

Si tratta di un vero e proprio itinerario del gusto, che, nei week end dal 16 novembre all’8 dicembre (orario di apertura: dalle 10.00 alle 19.30; l’ingresso è libero), fa scoprire le architetture suggestive del Real Collegio rivitalizzato da decine di botteghe e stand di espositori e produttori, ma che percorre anche le strade della Garfagnana, tra Alpi Apuane e Appennino Tosco-Emiliano, incrociando la Versilia e la Valle del Serchio.

A “Il Desco” i sapori sono il mezzo ideale per parlare del "modello lucchese", fondato sull'eccellenza dei prodotti e delle lavorazioni, sui "saperi antichi", sull'attenzione e la cura per la qualità, sull'originalità e l'unicità delle proposte. E il programma è denso di appuntamenti da segnare in agenda: dai laboratori dei sensi (dedicati alla vista, all’udito, al tatto, al gusto) alla celebrazione dei prodotti tipici e poveri del territorio (come i legumi), dalla presentazione dell’olio novo (più di cento etichette in assaggio in vendita) alle “verticali” delle migliori annate di Brunello&Co, dagli “incontri fumosi” con i celebri sigari “toscani” agli assaggi di birre artigianali.

Al carnet di degustazioni si affiancano, poi, numerose iniziative, dai laboratori dedicati ai bambini al calendario di attività “Esco dal Desco” che coinvolge l’intera città e il suo hinterland: le vetrine delle botteghe vengono allestite a tema, chioschi e bancarelle fanno degustare i diversi prodotti e i ristoranti e le enoteche preparano piatti o menu con le buone materi prime del territorio. E ancora, mercatini dell’antiquariato, mostre, concerti e spettacoli teatrali, incontri, itinerari di ristorazione e di degustazione in città e nel territorio.