ROMA - Saranno sette storiche enoteche e tre noti ristoranti della capitale ad ospitare due giornate, 11 e 12 febbraio, tutte dedicate alle migliore produzione vinicola dell'Alto Adige, una piccola terra di grandi vini. "Emozioni sensoriali d'alta quota", questo il titolo della rassegna itinerante, organizzata in collaborazione con Athenaeum, che è stata presentata a Roma all'enoteca Trimani di via Cernaia dal giornalista enogastronomico Fabrizio Russo, che ha evidenziato come questa sia la regione italiana con la maggior concentrazione di vini a denominazione di tutta l'Italia: circa il 98%, con ben 92 premiati dalle guide di settore nell'anno appena trascorso. Saranno una ventina i produttori che porteranno in degustazione a Roma le loro migliori etichette di Gewürztraminer, Lagrein, Pinot Bianco, Schiava e di altri vitigni in banchi d'assaggio e laboratori sensoriali.

Tre ristoranti, Spirito e Forme, il Grappolo d'Oro Zampanò e Antico Arco proporranno ai gourmet abbinamenti volutamente inusuali, proprio perché un grande vino si presta anche a sapori che non siano strettamente quelli di territorio. Ma lo speck, lo schüttelbrot (il pane di segale croccante) e i formaggi d'alpeggio avranno il loro trionfo domenica 12 al St.Regis Hotel, al gran banco d'assaggio al quale saranno presenti tutti i vini proposti nelle varie sedi della manifestazione.

La produzione vinicola altoatesina è limitata: neppure l'1% di quella nazionale, e la superficie vitata è di soli 5.300 ettari, ma la posizione geografica è privilegiata e nei fondo valle, protetti dai venti freddi del Nord, prosperano i vigneti e i frutteti. Ne risultano vini leggeri, profumati e armonici: bianchi fruttati e ricchi di acidità e rossi fragranti e armonici.

Nei vari terroir, diversi tra loro anche a breve distanza, trovano la loro massima espressione almeno 20 vitigni. Non a caso l'Alto Adige è l'unica zona di produzione italiana che comprende i più vari generi enologici: dallo spumante extra brut vinificato in purezza al Pinot bianco affinato in barrique, dalla Schiava vivace e di pronta beva al vellutato Legrein, fino al Cabernet Sauvignon, pieno e armonico dopo qualche anno di legno. Modesta, ma di qualità, è la produzione di vini da dessert ottenuti da Moscato giallo e rosa e da Gewürztraminer.

La viticoltura in Alto Adige ha origini molto antiche, come provano i tanti reperti archeologici: nella Val d'Isarco, tra cui un'anfora piena di vinaccioli che risalirebbe al 2000 a.C. C'è da notare come questa realtà vitivinicola sia vivace e in continua evoluzione. «Dieci anni fa - ha detto Fabrizio Russo - il 70% della produzione era a bacca rossa, mentre oggi sono i bianchi, i più richiesti dal mercato, a guidare l'intera produzione con il 55%. Inoltre la tendenza è stata di una significativa e progressiva riduzione del valore alcolico».

Il continuo processo di ottimizzazione operato dai vignaioli ha permesso di esprimere in pieno il potenziale qualitativo dei vigneti, anche passando dal tradizionale allevamento a pergola a quella a spalliera, per garantire ai grappoli una maturazione più omogenea.

Se negli ultimi anni sono state privilegiate varietà internazionali come il Sauvignon Blanc, lo Chardonnay, il Merlot o il Pinot Nero,non vengono trascurate le autoctone. La Schiava, il Lagrein e il Gewürztraminer, il Traminer aromatico che prende il nome dalla zona di Termeno, nella Bassa Atesina, sono forse i più conosciuti e apprezzati della regione. Vengono proposti nei ristoranti locali e nelle trattorie con i classici e robusti piatti contadini, ma anche in combinazioni innovative, come la Schiava fredda con pesce arrosto o il Gewürztraminer con cibi orientali. Elevate anche le espressioni di Pinot Nero,le uniche forse in grado di competere con quelle dei maestri di Borgogna.

Tutte le migliori produzioni delle sette zone vinicole: la Bassa Atesina, l'Oltradige, Bolzano, la Valle dell'Adige, Merano e la Valle Isarco saranno proposti in degustazione libera e gratuita nell'appuntamento romano, itinerante tra le 7 enoteche. Si tratta di Bomprezzi, in via Tuscolana 904; Bulzoni, in viale Parioli 36; Giansanti, in via Ostiense 34; Graziani, in via di Santa Costanza 9; Il Vino del '99, in via Lodovica Albertoni 76; Trimani, in via Goito 20 e Uve e Forme, in via Padova 6.

I laboratori sensoriali si terranno sabato 11 da Trimani wine bar e all'Enoteca Giansanti, su prenotazione(andando sul sito www.ateneodeisapori.it o telefonando al numero 064880601). Nei tre ristoranti il menu sarà tipicamente romano e laziale, a base di pesce azzurro, grandi primi, frattaglie e mozzarella. Queste le cantine partecipanti alle 'Emozioni Sensoriali d'Alta Quota”: Abbazia di Novacella, Cantina Andriano, Josef Brigl, Cantina Valle Isarco, Kellerei Kaltern Caldaro, Produttori Colterenzio, Erste + Neue, Gilan, Kettmeir, Weinhof Kobler, Podere Provinciale Laimburg, Manincor, K.Martini & Sohn, Cantina Merano Burggrafler, Muri-Gries Tenuta/Cantina Convento, Ritterhof Tenurta, Cantina Produttori San Paolo, Cantina Terlano, Tramin, Josef Weger e Peter Zemmer.