Il "falò" di sant'Antonio. La festa più contagiosa di Novoli
Il 16 gennaio a Novoli (Le) si rinnoverà la suggestiva tradizione dell'imponente falò in onore di sant'Antonio abate. Insieme all’atteso concerto dell’orchestra diretta da Roy Paci, il falò attirerà pellegrini da tutto il mondo. Il main sponsor dell'evento sarà l'azienda vitivinicola Mottura
A Novoli, il 16 gennaio, si rinnoverà una suggestiva tradizione popolare, che ogni anno si consuma attorno a un falò di 26 metri di altezza e 20 di diametro, in onore di sant'Antonio abate, patrono del paese: la 'festa del fuoco”, un avvenimento che richiama, per la sua singolarità, migliaia di visitatori e pellegrini da ogni parte della provincia. Dal XVIII secolo la Focara di Novoli è il più grande falò del Mediterraneo.Le origini
Non si sa con esattezza a quando risale la venerazione dei Novolesi per il 'santo del fuoco”, ma è da ritenere molto antica, probabilmente d'epoca bizantina. Questa considerazione nasce dal fatto che la devozione a sant'Antonio abate è appunto tipicamente bizantina, come bizantine sono anche quelle per san Nicola, san Biagio, santo Stefano e sant'Andrea, ai quali i Novolesi hanno dedicato delle chiese. Sant'Antonio abate divenne ufficialmente protettore di Novoli nel 1664 sotto al vescovo Luigi Pappacoda.
Il fuoco è forse, dei quattro elementi fondamentali, quello più complesso: vitale e distruttivo, meraviglioso e spaventoso. Proprio dal fuoco iniziò l'evoluzione intellettuale dell'uomo. Per esso gli esseri umani rinunciarono all'immortalità, come racconta il mito di Prometeo, ma in cambio si affrancarono dall'assoggettamento agli dei e ottennero per sempre il dono più importante, capace di vincere sul tempo e sulla morte, quello della conoscenza e della memoria.
Così intorno a questo falò di straordinaria imponenza, il popolo del Salento, con le sue profonde radici greche, si raccoglie per festeggiare l'inizio di un nuovo anno e chiamare le forze propiziatorie della natura in proprio favore. Un vero e proprio secondo capodanno.
Una notte magica
Ogni 16 gennaio dunque il piccolo centro a nord di Lecce, contaminato dal rito religioso che, dal 1700, unisce le pratiche arcaiche della cultura contadina alle celebrazioni cristiane in onore di sant'Antonio abate, festeggia il prometeo dell'era cristiana, colui che rubò il fuoco infernale per donarlo agli uomini e guarisce dalla malattia che prende il suo nome, il cosiddetto 'fuoco di Sant'Antonio”, che è anche protettore degli animali domestici e di chi lavora con il fuoco.

Una notte invernale magica, in cui, insieme alle fiamme altissime della Fòcara, costruita con migliaia di tralci di vite, bruceranno anche le sculture realizzate appositamente dall'artista transavanguardista Mimmo Paladino (nato a Paduli nel 1948), autore anche del nuovo logo della Fòcara e di litografie sul tema. Molti altri saranno i contributi artistici, come quelli di Mario Cresci e Uliano Lucas.
L'azienda Mottura
Mottura, azienda vitivinicola del Salento, da sempre impegnata nella valorizzazione e nel sostegno del patrimonio culturale e storico di questa terra, è main sponsor della grande festa organizzata dalla Fondazione Fòcara costituita da regione Puglia, provincia di Lecce e comune di Novoli. Tra gli Spettacoli del fuoco, sponsorizzati da Mottura, c'è anche l'atteso appuntamento concertistico dell'orchestra diretta da Roy Paci, con la partecipazione di importanti artisti come Daniele Silvestri, Moni Ovadia.L'evento, per la sua unicità a livello internazionale, si è guadagnata l'attenzione di molte testate italiane ed europee ed è il soggetto di un documentario del National Geografic.
I Mottura sono di Tuglie (Le), dove ha sede anche la cantina storica, mentre le zone produttive sono nella zona di Cellino San Marco, Campi Salentina, Squizzano e Salice Salentino per un totale di 50 ettari di proprietà e 200 ettari consorziati. Nel tacco d'Italia, la famiglia Mottura, da circa 80 anni coltiva una passione che ha i colori e i profumi del vino. Un vino che vuole piacere al consumatore, soddisfandone le esigenze di qualità e di prezzo. Inoltre è da premiare il team giovane che ruota dietro alla produzione: il giovanissimo enologo Nicola Baldari, le cugine Barbara e Marta Mottura che affiancano i genitori, i fratelli Pasquale ed Antonio Mottura, nella gestione dell'azienda perché il futuro di Mottura 'è in mano alle donne”.

