Tutto è pronto a Viterbo per la 5ª edizione di VisiTuscia, la Borsa del Turismo della Provincia di Viterbo, che quest'anno si terrà dal 30 settembre al 2 ottobre presso la Domus La Quercia. L'iniziativa itinerante, diretta a valorizzare il territorio della Tuscia, è stata presentata a Roma all'Enit alla presenza del direttore generale Paolo Rubini, di Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole e valorizzazione dei prodotti locali della Regione Lazio, di Vincenzo Peparello, responsabile di VisitTuscia, e degli altri rappresentanti delle istituzioni locali, del Centro sviluppo imprese e della Camera di commercio. Hanno assicurato il loro patrocinio le associazioni di categoria Assotravel-Confindustria, Assoviaggi-Confesercenti e Fiavet-Confturismo.

«Visit Tuscia è una grande vetrina dell'offerta turistica di un territorio di eccellenza - ha detto Rubini - dove lo spirito di accoglienza e le capacità imprenditoriali delle nostre imprese dell'ospitalità accrescono la competitività del nostro sistema turistico nazionale. Grande in particolare è il ruolo che il workshop si è ritagliato sui mercati esteri».

La novità di quest'anno è un'iniziativa che valorizza il locale patrimonio gastronomico: 'Visituscia in tour - Itinerari sulle strade dell'enogastronomia”. Per Angela Birindelli la tradizione enogastronomica del Lazio, col suo eccezionale patrimonio di prodotti tipici di qualità, ha una grande valenza attrattiva e costituisce un importante veicolo di conoscenza per i turisti appassionati della cultura dei territori. «Questa - ha detto - è la direzione giusta per valorizzare i percorsi culturali, artistici e religiosi che offrono i numerosi borghi storici della regione. Con i percorsi del gusto anche i prodotti dell'agricoltura sono protagonisti, legandosi al territorio e creando nuove attività e opportunità economiche soprattutto per i giovani. Visituscia è perfettamente integrata con le linee tracciate da nostro assessorato, perché lega il prodotto al territorio. Per questo abbiamo creato il marchio 'Made in Lazio” e sosteniamo le potenzialità del mondo agricolo nel creare integrazioni di reddito con altre attività attrattive, come l'istituzione di fattorie didattiche, il restauro di strutture alloggiative o di antichi fontanili».

Per quest'anno, dopo Tarquinia, San Martino al Cimino e Civita Castellana, è stata scelta come sede del workshop Viterbo, la città dei Papi, storico centro medioevale cinto da mura, circondato da famose zone archeologiche e termali ma anche, come ha sottolineato Andrea Marcosano, consigliere delegato al Turismo, «una città con mentalità giovane proiettata verso le nuove opportunità offerte dal mercato».



Il programma di VisitTuscia si articola su tre giornate e prevede incontri fra gli operatori viterbesi dell'offerta e quelli della domanda provenienti da una decina di regioni italiane e dall'estero. I mercati prescelti sono stati quelli tedeschi, austriaci, svizzeri e dei Paesi scandinavi. Sono 80 le imprese che partecipano al progetto.

«Ci abbiamo creduto fin dall'inizio - ha detto Francesco Monzillo della Camera di Commercio di Viterbo - e continueremo a farlo, anche se siamo in un momento di scarse risorse, perché si sta attuando una forte integrazione tra l'offerta ricettiva e quella del territorio, un intenso partenariato tra pubblico e privato». Per il responsabile marketing del progetto,Vincenzo Peparello, accanto a tutte le tipologie di prodotto che il territorio può offrire - culturale, religioso,ambientale, congressuale, marino e lacustre - il prodotto gastronomico è quello che sta dando maggiori risultati in termini di incremento di incoming (30%) con una ricaduta sugli operatori pari al 9,6% dell'offerta.

L'enoturista inoltre, oltre a spendere nella Tuscia il 40% in più della cifra media nazionale, tende a ritornare negli stessi luoghi. è anche tra prime province italiane per porti letti disponibili con oltre il 50% dei posti letto in agriturismo di tutto il Lazio. Oggi sono circa 300, dieci volte di più che 6-7 anni fa. «Bisogna sempre più indagare il mercato - ha detto Peparello - dobbiamo conoscere il consenso del nostro prodotto perchè dietro esso ha un'organizzazione articolata, tutta una serie di servizi. La scelta di puntare sul turismo enogastronomico è stata fatta considerato che questo è il prodotto che negli ultimi anni ha compensato le perdite di altri settori».